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La Spagna mette centinaia di migranti in un carcere

Le strutture di una prigione in costruzione a Malaga sono state "provvisoriamente" riconvertite in un CIE (Centro di internamento per stranieri). Il numero degli arrivi via mare è raddoppiato rispetto al 2016

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La Spagna mette centinaia di migranti in un carcere

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Il carcere di Archidona, a nord di Malaga, è diventato un Centro temporaneo di Internamento Immigrati, che anche in Spagna è abbreviato con un acronimo già noto in Italia, ovvero CIE.

Lì infatti sono stati trasferiti 500 migrati algerini arrivati sulla costa spagnola in un barcone.  La misura è stata disposta dal Ministero dell'Interno e ha causato grande dibattito mediatico. Una trentina di ONG hanno denunciato al Difensore civico spagnolo "il confinamento di persone in un' istituzione penitenziaria".

"Gli attuali centri di detenzione sono in pratica prigioni senza i requisiti minimi, ma collocarli direttamente nelle carceri presuppone un passo avanti nella criminalizzazione" della immigrazione, hanno dichiarato le associazioni.

La nuova prigione di Archidona avrebbe dovuto aprire i battenti solamente all'inizio del 2018.

Agenti volontari

In un'intervista con la stazione radiofonica OndaCero, il ministro dell'Interno Juan Ignacio Zoido ha giustificato questa misura di emergenza con il "massiccio afflusso di immigrati" verso la costa spagnola che ha "fatto collassare il sistema".

Zoido ha precisato come i migranti di Archidona sono trattati "come quelli nei CIE", puntualizzando che questi "traboccano", Archidona non è ancora a tutti gli effetti un carcere ed è equipaggiato con "nuove tecnologie, riscaldamento, assistenza infermieristica, televisione e campi sportivi (tra le altre cose)".

Tuttavia, la fretta con cui è stata effettuata la riconversione rivela altre carenze. Il servizio di mensa ha dovuto essere rifornito, martedì scorso, con l'invio di 2mila razioni supplementari. La sindaca di Archidona ha dichiarato a El País che il centro non dispone di acqua potabile.

Il personale di sicurezza è composto da 52 agenti volontari, chiamati lunedì scorso con urgenza. 

Secondo EFE, i migranti ivi rinchiusi chiedono "libertà" gridando a gran voce e sventolano T-shirt e asciugamani dall' interno della prigione.

Il sottodelegato del governo a Malaga, Miguel Briones, ha detto che si tratta di una misura "assolutamente temporanea ed eccezionale".

Nell'ultimo anno si è registrato un aumento del numero di immigrati in arrivo dal mare nel sud della Spagna. La cifra in Andalusia sfiora le 15mila persone.  

Nell'ottobre 2017 il numero di ingressi è stato di 4.072 migranti a fronte dei 2.039 di settembre. 

Nel 2016 sono stati oltre 8mila i rifugiati arrivati in Spagna via mare e quasi 6mila via terra. Al 31 ottobre di quest'anno si è già toccato quota a 16mila sbarchi (il doppio rispetto all'anno precedente, quindi) e 5mila ingressi via terra (fonte: UNHCR)