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Usa: la Florida si schiera contro il rimpatrio di 60 mila terremotati haitiani

Per Washington la situazione sull'isola non giustifica più la protezione

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Usa: la Florida si schiera contro il rimpatrio di 60 mila terremotati haitiani

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La protesta di diversi amministratori della Florida non ferma la politica restrittiva dell’amministrazione Trump in materia di immigrazione. La Casa Bianca lunedì scorso ha cancellato il provvedimento che proteggeva quasi 60 mila immigrati haitiani arrivati dopo il terremoto del 2010.

Il Paese più povero dei Caraibi non è pronto ad accogliere un tale flusso di popolazione – denunciano alcuni funzionari eletti nel Sunshine State – ma per Washington la situazione sull’isola non giustifica più questa protezione. Sulla questione è intervenuto il senatore Repubblicano della Florida, Marco Rubio, secondo il quale gli haitiani che saranno rimandati a casa dovranno affrontare la mancanza di alloggi, l’inadeguatezza delle strutture sanitarie e l’elevata disoccupazione.

La revoca dello status di protezione temporanea fissa le procedure di espulsione dal luglio 2019.

“La decisione degli americani è un crimine di fronte alla situazione in cui versa il Paese – sostiene un residente di Port-au-Prince – Innanzitutto non c‘è stabilità politica, la maggior parte degli haitiani vive nella miseria: tutte quelle persone tornerebbero indietro se la situazione non fosse peggiore rispetto a quando c‘è stato il terremoto”.

Il terremoto del 12 gennaio 2010 ha ucciso più di 200.000 persone e provocato oltre un milione di sfollati. La ricostruzione è stata ostacolata dagli uragani, dalla turbolenze politiche e da un’epidemia di colera provocata dal contingente nepalese dei caschi blu dell’Onu. Il cinquantanove per cento della popolazione di Haiti vive al di sotto della soglia di povertà di 2,41 dollari al giorno.