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Rohingya, Onu: Violenze finiscano

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Rohingya, Onu: Violenze finiscano

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Le violenze in Birmania contro la popolazione Rohingya devono finire. Cosi’ il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterrez durante il suo discorso inaugurale dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York. Il riferimento è al dramma della minoranza musulmana che fugge dalla feroce repressione dell’esercito.

“Le autorità in Birmania devono porre fine alle operazioni militari, permettere un libero accesso a fini umanitari e riconoscere il diritto dei rifugiati a tornare in sicurezza e dignità”, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterrez.

Per la prima volta ha parlato dell’argomento anche Aung San Suu Kyi, leader de facto della Birmania. Ha condannato le violazioni dei diritti, ma ha anche aggiunto che la maggior parte dei villaggi Rohingya sono ancora intatti. Un discorso apprezzato dai diplomatici stranieri.

“Aiuterà la comunità internazionale a capire meglio la situazione in Birmania e nello Stato di Rakhine”, ha commentato Hong Liang, l’ambasciatore cinese in Birmania.

Sostenitori si sono radunati per esprimere il loro supporto al premio Nobel per la Pace. Dura invece la reazione dei Rohingya fuggiti dal Paese.

“Quello che ha detto Aung San Suu Kyi al suo popolo e al mondo è una completa bugia. Se quello che ha detto è vero, che lasci entrare i media del mondo nello Stato, cosi’ potranno vedere se stiamo bene o se siamo torturati”, spiega quest’uomo, in un campo rifugiati in Bangladesh.

Sono oltre 400 mila i Rohingya fuggiti nelle ultime settimane in Bangladesh. A fine agosto è scattata la repressione dell’esercito birmano, definita dall’Onu una “pulizia etnica”. Le autorità birmane negano ogni accusa.