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Mondiali di judo: Dorjsuren interrompe il dominio giapponese

Terza giornata ai Mondiali di judo a Budapest.

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Mondiali di judo: Dorjsuren interrompe il dominio giapponese

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Terza giornata ai Mondiali di judo a Budapest. Nella categoria donne 57 chili, i pronostici sono stati rispettati, con la finale che ha visto di fronte la mongola Sumiya Dorjsuren e Tsukasa Yoshida , ovvero la numero 1 del mondo contro la numero 2. A decidere un incontro infinito, terminato al nono minuto del golden score, è stato un waza-ari della mongola, che conquista la sua prima medaglia d’oro iridata dopo il bronzo nel 2015 e l’argento olimpico a Rio. “Ce l’ho fatta! Il presidente della nostra federazione è diventato il presidente della Mongolia: volevo vincere questa medaglia d’oro per dedicarla a lui. Ce l’ho fatta!”, ha detto Dorjsuren.

Soddisfazione anche per la nipponica Yoshida, appena 21anni e già campionessa asiatica in carica, che a Budapest ha vinto la sua prima medaglia mondiale. Con il trionfo di Dorjsuren, si interrompe così a quattro la striscia di vittorie consecutive del Giappone in questa rassegna iridata.

Il Giappone è tornato presto a dominare la scena vincendo il quinto oro dei Mondiali di Budapest nella categoria 73 chili uomini. Soichi Hashimoto, numero 1 del mondo, ha rispettato il pronostico, battendo in finale al golden score l’azero Rustam Orujov, seconda testa di serie del tabellone, grazie a un waza-ari. Hashimoto aggiunge l’oro iridato a una bacheca che lo vedeva già campione asiatico e vincitore negli ultimi mesi di ben tre Grand Slam. “Qualche settimana fa ho subito un infortunio che mi ha impedito di allenarmi con regolarità – ha detto il giapponese -. Ho cercato di allenare la mente ed è andata bene: sono riuscito a vincere l’oro”.

Tra i vip accorsi a Budapest per assistere ai Mondiali, anche un fenomeno dell’atletica come Alberto Juantorena (oro nei 400 e negli 800 ai Giochi olimpici di Montreal). “C‘è qualcosa che mi fa adorare il judo – ha detto il cubano -. E’ la disciplina, l’arte marziale per raggiungere la perfezione. Quello che il judo regala alla alla società e ai bambini è l’educazione. Insegna ed educa. I judoka sono rispettosi, si danno la mano dopo aver lottato. Questo è favoloso, nel judo, nell’atletica e nella vita in generale”.

Il momento del giorno ce lo regala Lasha Shavdatuashvili. Il georgiano, campione olimpico cinque anni fa a Londra, è stato protagonista di un fantastico ippon ai danni dello sloveno Martin Hojak.