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Le shebeke, mosaici di vetro realizzati senza colla né chiodi


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Le shebeke, mosaici di vetro realizzati senza colla né chiodi

In quest’episodio di Postcards in Azerbaigian andiamo a scoprire le vetrate colorate, o “shebeke”, del palazzo dei Khan a Sheki. Un’arte le cui origini risalgono al diciottesimo secolo.

Azerbaigian: le cifre

  • Paesi confinanti: Iran, Armenia, Georgia e Russia
  • Superficie totale: 86.600 chilometri quadrati
  • Lingua principale: azero; seconda lingua parlata: russo
  • Popolazione: 9,6 milioni
  • Capitale: Baku
  • Aspettativa di vita: 68 anni per gli uomini, 74 per le donne (fonte: Onu)
  • Principali prodotti esportati: petrolio e prodotti petroliferi (fonti: Onu e Banca mondiale)

Si tratta di mosaici di vetro, inseriti in bacchette di legno, che possono essere di quercia o di noce.

In alcune di queste finestre, o shebeke, ci sono più di 14 mila pezzi, montati assieme senza colla né chiodi. Tutto un lavoro di intarsio e di pazienza.

In passato i mercanti azeri, per poter fabbricare queste vetrate, barattavano spezie e seta in cambio di vetro di Murano.

Tofig Rasulov, maestro shebeke, spiega: “Ci vogliono sei mesi per montare un metro quadro. Un errore di meno di un millimetro fa crollare tutto. Per restaurare il palazzo dei Khan si sono usate delle pinzette, e ci sono voluti due anni”

Le shebeke sono come la luce: apparentemente fragili, ma in realtà robuste e affidabili, giorno dopo giorno.

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