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Football for Friendship: il calcio dei bambini per promuovere la tolleranza

Dodicenni di entrambi i sessi sono arrivati a San Pietroburgo da 64 paesi per sfidarsi in torneo

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Football for Friendship: il calcio dei bambini per promuovere la tolleranza

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Quattro continenti su un campo di calcio. La città russa di San Pietroburgo ha ospitato la quinta edizione del programma Football for Friendship organizzato da Gazprom.

Protagonisti: dodicenni di entrambi i sessi venuti da 64 paesi diversi. Non solo per divertirsi, spiega il presidente di Gazprom Viktor Zubkov: “Questi bambini non sono qui solo per giocare una partita di calcio. L’obiettivo è anche promuovere questo sport, uno stile di vita sano e valori umani comuni”.

Pakistan e India, Egitto e Iran, Siria e Turchia… ogni squadra è composta da più nazionalità, da culture, lingue e tradizioni diverse. E ogni ragazzo e ragazza ha un sogno da realizzare.

Come il pachistano Mohammad, che promette: “Formerò una squadra in Pakistan e sarò sicuramente famoso come Cristiano Ronaldo”.

È invece per l’uguaglianza che gioca Lauren, la giovane attaccante che rappresenta gli Stati Uniti, paese che partecipa al torneo per la prima volta. “Voglio che un giorno tutti, ragazzi e ragazze, possiamo apparire sui grandi canali televisivi – dice -, che ci sia una Ronaldo donna, che possiamo giocare contro i ragazzi, e che ci possano essere squadre miste, come nel programma Football for Friendship”.

È nelle strade di un quartiere povero di Mumbai che ha dato i suoi primi calci al pallone Sujar, portiere selezionato fra 2.500 ragazzi che ha promesso ai suoi genitori di portare entro 10 anni i mondiali in India. “È Messi che mi ha ispirato – dice -, ma siccome faccio il portiere voglio essere come Messi, ma dalla posizione di portiere”. Non fa una grinza.

E poi c‘è chi ha già partecipato a Football for Friendship come giocatore, e ora ha l’opportunità di cimentarsi in un nuovo ruolo: quello di allenatore. Come Runqi Cui, tredicenne di Pechino che allena la squadra blu e che commenta: “Penso che il calcio possa unire tutto il mondo”.

Sono già 500 mila le persone che indossano il bracciale dell’amicizia simbolo del torneo. Ne ha uno anche un’ospite di particolare rilievo: Fatma Samoura, segretaria generale della Fifa, per la quale “Il calcio ha una visibilità a livello mondiale. Eventi come questo rappresentano quindi un’opportunità unica di unire le persone e creare sinergie fra nazioni e fra donne e uomini, e contribuiscono ad abbattere ogni tipo di barriera nel mondo”.

Il trofeo è stato conquistato dalla squadra arancione, ma tutti i partecipanti sono stati premiati con biglietti della finale della Fifa Confederations Cup e avranno la possibilità di incontrare alcune star del calcio. Come l’attaccante dello Zenit Aleksandr Keržakov, che ci ricorda che “Il messaggio alla base di questo torneo è l’amicizia: l’amicizia fra le nazioni, l’amicizia fra i paesi, l’amicizia fra i continenti”.