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Johnson&Johnson su banco imputati in Australia


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Johnson&Johnson su banco imputati in Australia

Oltre 700 donne hanno trascinato la multinazionale in tribunale per degl iimpianti vaginali che avrebbero danneggiato queste persone. Se ritenuta colpevole l’azienda potrebbe dover pagare centinaia di milioni di danni alle vittime. Si tratta di una specie di rete che una volta impiantata, avrebbe dovuto risolvere problemi legati all’apparato urinario. In realtà, dicono le querelanti, ha provocato atroci sofferenze alle portatrici.

Dice, Rebecca Jancauskas, una delle avvocatesse dell’accusa: “Le conseguenze che hanno dovuto affrontare in silenzio queste donne per così tanti anni sono terribili. Oggi hanno occasione di essere udite e chiedere giustizia. Non deve accadere mai più”.

Aggiunge una querelante: “Ho letteralmente pregato per nove anni che tutto questo fivenisse alla luce. Non c‘è cifra di denaro che possa compensare o rimpiazzare ciò che abbiamo perso nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, nella nostra salute. Nella nostra salute fisica e emozionale”.

Se l’azienda perdesse questa causa le conseguenze economiche almeno per la branca australiana potrebbero essere disastrose. Solo rimuovere questi impianti costa circa 20.000 dollari e ci sarebbero al momento in Australia appena un paio di medici che sono in grado di compiere questi interventi.