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Braccio di ferro all'eurogruppo sulla riduzione del debito greco

La Grecia potrebbe ricevere un altro prestito grazie alla partecipazione del Fondo Monetario Internazionale. Ma Berlino non intende concedere alcuno sconto.

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Braccio di ferro all'eurogruppo sulla riduzione del debito greco

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Atene è pronta a negoziati difficili con i suoi creditori per poter uscire dalla crisi economica. I 19 ministri delle finanze dell’eurozona giovedì si preparano a concederle un ulteriore prestito, all’interno del piano di salvataggio da 86 miliardi di euro. Ma quello che la Grecia vuole è una riduzione del debito. “Sono fiducioso” ha affermato il ministro greco, Tsakalotos. E la Francia sembra disposta ad appoggiarlo
“Voglio davvero passare dalla gestione della crisi del debito greco giorno per giorno – ha affermato Bruno Le Maire- a prospettive a lungo termine per il popolo greco e per tutti i paesi europei”.

Per ottenere il prestito è necessaria la partecipazione del Fondo Monetario Internazionale, che si dice pronto ad impegnarsi a patto che la Grecia riceva uno sconto. Ma la resistenza dei tedeschi è forte:“un crescente numero di persone in Grecia chiede il rispetto degli accordi – spiega il ministro delle finanze tedesco. – La Germania non ha mai fallito in tal senso, quindi se i Greci ora rispettano gli accordi, in futuro risparmieremo molto tempo”.

In vista delle elezioni di settembre, Berlino preferisce mostrare ai suoi elettori che non è disposta a fare sconti a nessuno. Il capo dell’eurogruppo non esclude un cambiamento di rotta per il futuro. “Preparare la Grecia per un’ uscita dal programma di salvataggio, è questo il tipo di discussione che da ora in poi avremo e che è molto diverso da quelle fatte nei periodi passati. È una nuova fase che sta andando verso la fine del programma e dobbiamo aiutare e sostenere la Grecia a venirne fuori con successo”, ha dichiarato Jeroen Dijsselbloem.

La Grecia ha bisogno di più di 7 miliardi di euro per evitare di ripiombare nella crisi. Secondo il Fondo monetario internazionale il debito del Paese non è sostenibile.