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Cade il governo in Kosovo, a giugno elezioni anticipate. I democratici di Thaci, al governo insieme alla Lega del Kosovo, votano la sfiducia.


Kosovo

Cade il governo in Kosovo, a giugno elezioni anticipate. I democratici di Thaci, al governo insieme alla Lega del Kosovo, votano la sfiducia.

Il parlamento del Kosovo ha votato la sfiducia al governo di Isa Mustafa aprendo di fatto la strada a elezioni anticipate.

I voti favorevoli sono stati 73, quelli contrari 34, 3 astenuti su 115 votanti. Nuove elezioni potrebbero tenersi tra l’11 e il 18 giugno.

La mozione di sfiducia e’ stata proposta dai gruppi parlamentari di Iniziativa per il Kosovo, Alleanza per il Futuro e Movimento Autodeterminazione ed e’ stata appoggiata dal Partito Democratico del Kosovo, al governo insieme alla Lega democratica.

“Il governo e’ caduto ma non abbiamo altre alternative – dice quest’uomo – Possiamo scegliere tra la Lega democratica del Kosovo e il partito democratico del Kosovo, ma e’ la stessa cosa, non so che altro dire, voteremo di nuovo, sembra uno scherzo”

“Spero che la nuova generazione arrivi al potere e governi – afferma questa donna – Ne abbiamo avuto abbastanza dei partiti tradizionali, le mie speranze sono i nuovi partiti”

Da mesi il governo del Kosovo era in stallo: irrisolti i nodi dell’accordo di confine con il Montenegro, condizione imposta dall Unione europea, e quello dello status da riconoscere alla minoranza serba sul territorio come previsto dall’ accordo di normalizzazione firmato tra Belgrado e Pristina con la mediazione di Bruxelles.

Ma a pesare sono anche le parole del premier albanese Edi Rama che ha evocato in una recente intervista il sogno di una Grande Albania, da realizzare attraverso l’unificazione con il Kosovo, se il processo di integrazione europea della regione non andasse a buon fine.

“http://www.politico.eu/article/albania-prime-minister-edi-rama-eu-faces-nightmare-if-balkans-denied/”

I serbi parlano di un bluff, ma di certo non accetterebbero nessun compromesso sulla questione: Belgrado, insieme ad altri 77 Paesi tra cui Russia e Cina, non ha mai riconosciuto l’indipendenza di Pristina, dichiarata unilateralmente nel 2008.

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