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La Corea del sud alle urne per le presidenziali


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La Corea del sud alle urne per le presidenziali

La Corea del sud al voto con l’incubo Pyongyang ale porte e l’obiettivo di sradicare la corruzione. Per farlo e per portare quanta più gente possibile alle urne e si spalma il voto su più giorni, con un sistema che ai più è apparso quanto si più lontano possibile dall’essere sicuro. Si vota giovedì e venerdì e anche il 9 maggio con i bollettini di chi vive all’estero che sono stati fra i primi ad arrivare per essere conteggiati. Voto a un solo turno, vince chi prende più preferenze. 15 i candidati che puntano al posto della ex presidente conservatrice Park Geun-hye ha subito la procedura di impeachment per una storia di mazzette e influenze illegittime.

I capi d’imputazione che hanno causato il procedimento riguardano il suo rapporto con Choi Soon-sil, figlia di Choi Tae-min, capo di una setta sciamanica a cui la presidente Park era particolarmente legata da quando sua madre fu assassinata negli anni ’70 , l’accusa afferma che la presidente fosse totalmente soggiogata.

Ad avere reali chances di vittoria sono però in cinque ed esprimono posizioni molto contrastanti sul futuro del Paese.

Moon Jae-in è il capo del principale partito di opposizione, il Partito Democratico di centro-sinistra, ed è il favorito grazie anche al grosso calo dei conservatori dovuto agli scandali. Sostiene una politica economica espansiva.

Fra gli avversari Ahn Choel-soo del Partito del Popolo (centrista), che si dice favorevole alla ripresa del dialogo sulla sulla questione nordcoreana.

Sembra avere più possibilità Hong Joon-pyo del Partito della Libertà (centro-destra), il partito dell’ex-Presidente Park. Liberista in economia e molto aggressivo verso Pyongiang.

L’unica candidata donna Sim Sang-jung: appartenente al Partito della Giustizia, di orientamento progressista in economia.

Fra i sopravvisuti del devastato partito della preseidente c‘è Yoo Seong-min del Partito della Destra, il partito costituito dalla fazione anti-Park del Partito della Libertà fuoriuscita dopo l’impeachment

Chiunque dovesse riuscire a entrare nell casa blu, palazzo presidenziale, secondo gli analisti si troverà di fronte un parlamento e una società parcellizzate e divise.

“Chiunque vincerà avrà difficoltà a guidare l’esecutivo spèrattutto in un paese ancora scioccato per l’impeacheament che ha decapitato la testa dello Stato.

Questo senza dimenticare le minacce nucleari della Corea del nord, e le pessime relazioni con il gigante cinese a causa di uno scudo antimissile controverso che Seul sta mettendo in opera con l’aiuto degli Stati Uniti.

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