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Intervista all'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad


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Intervista all'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad

Le elezioni presidenziali in Iran si tengono il 19 maggio. Fra i possibili candidati anche l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. La sua rielezione, già nel 2009, era stata molto contesta da una parte degli iraniani. Lo abbiamo incontrato a Teheran prima dell’eventuale validazione della sua candidatura da parte dello Stato.

Javad Montazeri, euronews: Inizierei col chiederle quali cambiamenti ha notato in Iran dopo che lei ha lasciato la guida del paese, com‘è l’Iran oggi?

Mahmoud AHMADINEJAD: “In nome di Allah, il Misericordioso, saluto gli ascoltatori e i telespettatori del vostro programma, lei e i suoi colleghi.
Ci sono molte differenze tra allora e adesso. Il mondo è in continua e costante evoluzione. Non ci sono due giorni uguali nella vita di un uomo, la stessa regola vale per una nazione o un paese. Tuttavia, non credo che ci siamo rafforzati in politica e in economia”.

Javad Montazeri, euronews: All’epoca della sua presidenza tra i problemi c’erano le sanzioni economiche e internazionali che avevano messo in difficoltà l’economia del paese. Dopo l’accordo nucleare, si dice che molte delle sanzioni sono state levate e i problemi risolti. Volevo chiedere il suo parere in merito all’accordo nucleare…..

Mahmoud AHMADINEJAD: “Si tratta di un accordo legale che è stato stipulato fra l’Iran e diversi paesi. In Iran è stato accettato dalle istituzioni ufficiali e il governo ha annunciato la ratifica dell’accordo con le sue condizioni. Pertanto è ormai un documento legale ma riguardo alle attese che avevamo creato con l’eco mediatica e i colloqui sulla questione nucleare e, proprio perchè riguarda un tema nucleare, è stato valutato come un fattore risolutivo dell’insieme dei problemi del mondo, risolutivo per l’abolizione delle sanzioni dell’Onu illegali e unilaterali e si pensava che sarebbe stata fatta ammenda delle sanzioni con la soluzione dei problemi. Secondo me l’informazione non è stata fatta bene. Alla nazione non è stata data una corretta informazione. E poi abbiamo visto che le decisioni non sono state applicate, le sanzioni continuano, sono state imposte nuove sanzioni, alcune sono state prolungate. Le ricadute dell’accordo non sono visibili.

Credo che in qualsiasi parte del mondo, quando gli accordi vengono raggiunti a così alto livello, le persone debbano avere informazioni corrette e alla gente vada chiesta la loro opinione perchè è di interesse comune. Ma intanto l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) afferma che gli iraniani hanno tenuto fede ai loro impegni mentre dall’altra parte non lo hanno ancora fatto, credo debbano farlo”.

Javad Montazeri, euronews: Vorrei chiederle il motivo che l’ha spinta a fare un passo avanti e candidarsi per la terza volta alle elezioni presidenziali.
Tempo fa il leader iraniano Ayatollah Ali Khamenei l’aveva invitata a non presentarsi alle elezioni. Dopodichè lei gli ha scritto una lettera formale in cui annunciava di non aver previsto di ricandidarsi. Perchè adesso ha deciso di candidarsi alla presidenza? Molti vedono la sua recente decisione come una sfida tra lei e Khamenei. Cosa vuol dire questo?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Guardi, è un dovere di tutti partecipare alle questioni sociali. Non si puo’ dire a qualcuno: ‘fatti da parte’. In Iran c‘è libertà per ognuno che abbia idea di partecipare e mettersi alla prova del voto popolare. Chiunque sia un essere pensante e possa fare qualcosa e magari gestire meglio avendo un piano migliore per governare il paese, può fare un passo in avanti e io non faccio eccezione”. “Come avevo annunciato il giorno della registrazione, il Leader iraniano non ha emesso un ordine, ha dato un consiglio, dicendo che non si obbliga ad applicarlo. Inoltre, la situazione è completamente cambiata. Non c‘è un confronto a due ma un confronto fra tanti. Ad ogni modo al momento dell’annuncio della registrazione della mia candidatura ho fatto un passo in ambito elettorale per sostenere il mio amico e confratello Mr. Baghaei”. (N.d.r.Hamid Baghaei, ex vice presidente di Ahmadinejad)

Javad Montazeri, euronews: Lei spera che la sua candidatura venga accolta dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Non ci sono ragioni per non accettarla, perchemmai dovrebbero rigettarla?”

Javad Montazeri, euronews: La guida suprema aveva chiaramente sostenuto la sua candidatura nel 2009, adesso pare che lei non goda della stesso supporto di allora. Come considera questo?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Ha sostenuto tutti i governi. Sostiene anche l’attuale governo. Se non fosse stato per il suo sostegno, l’attuale governo non avrebbe potuto firmare l’accordo nucleare o portare avanti i suoi piani.

Javad Montazeri, euronews: La mia domanda successiva è sui suoi principali rivali alle elezioni del 2009 che dopo 8 anni sono ancora agli arresti domiciliari……

Mahmoud AHMADINEJAD: “L’avevo già detto non auguro a nessuno in qualsiasi parte del mondo di essere in stato di detenzione o in carcere. Non mi piace”.

Javad Montazeri, euronews: E basta una risposta cosi’ breve?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Lei ha chiesto la mia opinione e le ho detto che non mi piace questa cosa, tutto qui”.

Javad Montazeri, euronews: Nei commenti della stampa, così come in quelli di alcuni ambienti politici, si dice che la sua domanda di candidatura, così come quella del Signor Baghaei, che è stato suo vice nel governo precedente, non è probabilmente così seria ma punta solo ad ottenere una sorta di immunità in relazione a qualche problema politico ed economico. Cosa risponde a questa critica?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Avrei un appunto generale da rivolgere ai politici di tutto il mondo. Impegnarsi in politica significa essere onesti, sostenere i valori umani e la morale. Il ricorso ad altri mezzi in politica rovina tutto. Mentire, accusare, sparlare sono cose pessime. Abbiamo rivali all’interno del paese che non fanno altro che indebolirci. Muovere delle accuse significa avere determinate prove. Grazie a Dio tali prove non ci sono semplicemente perchè non esistono. La vita di Baghaei è stata esaminato nel modo più accurato. Molte diverse istituzioni hanno esaminato il suo profilo, ma nulla può essere provato contro di lui. Tuttavia ci sono persone che pensano di poter ripetere informazioni false che possono apparire come vere. Non v‘è alcun fatto legale. Molti individui possono avere carichi pendenti. Non è difficile portare in causa qualcuno. Hai semplicemente bisogno di un reclamo ed avere una registrazione e si avvia una causa legale”. “Ma coloro che denunciano non sono poi stati capaci di dimostrare nulla contro di me, contro Baghaei e i miei amici e non ce la faranno mai”.

Javad Montazeri, euronews: Lei viene dal partito conservatore eppure oggi…..

Mahmoud AHMADINEJAD: “Cosa intende dire con fazione conservatrice?”

Javad Montazeri, euronews: La parte cosi’ denominata….

Mahmoud AHMADINEJAD: “Non è così. La fazione conservatrice non mi ha per nulla sostenuto. Ero già stato in contatto con diversi politici e gente come me adesso. Se per fazione conservatrice s’intende tener fede a una serie di principi, allora si può dire di si’. Mi impegno per alcuni principi e in valori umani che non sono disposto ad abbandonare per questioni di rivalità politiche. Inoltre mio obiettivo è migliorare la situazione del popolo, a beneficio del paese e del mondo”.

Javad Montazeri, euronews: Ha un’idea della popolarità di cui gode oggi?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Abbiamo un buon rapporto col popolo. Bisogna affidarsi al proprio cuore per questo. Se amate la gente, la gente vi amerà”.

Javad Montazeri, euronews: Voglio dire, se il Consiglio accetterà la sua candidatura poi il popolo l’accetterà?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Certo l’accoglierà molto bene”.

Javad Montazeri, euronews: Lei ha mandato una lettera a Trump dopo la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti. Cosa c’era in quella lettera e c‘è stata una risposta?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Lei non l’ha letta?”

Javad Montazeri, euronews: Si ma vorrei saperlo da lei……

Mahmoud AHMADINEJAD: “Trump ha avanzato alcune pretese e fatto alcune promesse. Gli ho ricordato le sue promesse e ho spiegato come adempierle. L’ho fatto come un dovere. Tutti abbiamo doveri di cui dobbiamo ricordarci reciprocamente. Lo facevo come un dovere umano. Non importa se li accetta o no. Ho fatto il mio dovere. Gli ho detto quel che è giusto e quel che è sbagliato”.

Javad Montazeri, euronews: E ha risposto?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Non mi aspetto una risposta perché questa è la diplomazia pubblica e la diplomazia pubblica non richiede una risposta esclusiva. L’idea è di rivolgersi all’intera umanità anche indirizzandosi ad una sola persona”.

Javad Montazeri, euronews: In relazione all’attuale situazione della Siria e al recente attacco missilistico statunitense come crede che evolverà questo scenario?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Credo che Trump abbia scelto la strada della guerra nonostante le promesse fatte al suo popolo. L’avevo detto e lo ripeto: questa guerra porterà alla caduta dell’egemonia mondiale statunitense. Ho molte ragioni in questo senso e posso spiegarle: Iran, Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Turchia, tutti dobbiamo unire gli sforzi per lavorare principalmente alla sicurezza, il dialogo e la pace in Siria. In secondo luogo per compiere la volontà e garantire la sovranità del popolo siriano. Dobbiamo rispettare la sovranità siriana e lasciare che il popolo di Siria scelga ciò che vuole e dobbiamo accettare la loro scelta. Nessuno è al di sopra del popolo siriano, nessuno.

Javad Montazeri, euronews: Dopo la fine del suo mandato che cosa ha fatto del tempo che ha avuto?

Mahmoud AHMADINEJAD: “Studio, insegno all’università, ci sono ricerche da fare, ricerche nel mio settore di specializzazione, studi politici, economici e internazionali. Una parte importante del mio tempo è dedicata all’incontro con la gente comune e con diverse personalità nazionali e internazionali. Facciamo esercizi, viaggiamo e ci divertiamo anche…..”