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Irlanda del Nord: mancato accordo su nuovo governo, colloqui prolungati


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Irlanda del Nord: mancato accordo su nuovo governo, colloqui prolungati

Londra prolunga di qualche settimana le trattative per la formazione di un governo di coalizione in Irlanda del Nord dopo che unionisti e nazionalisti non sono riusciti a trovare un accordo.

Se le divergenze resteranno allora il ministro britannico per l’Irlanda del Nord, James Brokenshire, potrebbe indire nuove elezioni o decretare l’amministrazione della regione da parte di Londra.

“Ho parlato con i leader di tutti i principali partiti”, spiega Brokenshire. “Nessuno ha voglia di un’alternativa alla formazione del governo. Farò una dichiarazione sui prossimi passi, domani in parlamento. Adesso abbiamo una piccola opportunità di risolvere questioni rilevanti e formare un esecutivo”.

La prima ministra uscente, Arlene Foster, accusa lo Sinn Fein di aver abbandonato il tavolo dei negoziati: “La decisione dello Sinn Fein di non procedere a nomine governative e quindi di bloccare la creazione di un nuovo esecutivo è deplorevole e dannosa per tutte le persone che rappresentiamo”.

Le divergenze restano profonde, i due partiti sono lontani anche sulla Brexit con gli unionisti favorevoli al divorzio e lo Sinn Fein che teme il ritorno della frontiera con l’Irlanda.

“Siamo arrivati ai negoziati con l’atteggiamento giusto ossia la volontà di far funzionare le istituzioni e di metterci al servizio di tutti i cittadini”, sostiene Michell O’Neill, uno dei leader dello Sinn Fein. “Purtroppo il DUP ha mantenuto la propria posizione bloccando le azioni volte a garantire l’uguaglianza fra tutti i cittadini”.

La coalizione obbligatoria fra nazionalisti e unionisti è frutto degli accordi di pace del 1998. La crisi istituzionale è cominciata a gennaio – con le dimissioni da vicepremier del leader storico dello Sinn Fein, Martin McGuinness, poi deceduto, seguite dalle elezioni del 2 marzo.

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