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Islanda: finiscono i controlli sui capitali


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Islanda: finiscono i controlli sui capitali

In Islanda finisce l’era del controllo sui capitali. L’annuncio arriva dal primo ministro Bjarni Benediktsson, affiancato dal ministro delle Finanze e dal governatore della Banca Centrale islandese. Le misure verranno sospese a partire da martedì. Erano state introdotte quasi dieci anni fa, dopo che la crisi finanziaria aveva messo in ginocchio l’economia del Paese. Lo scorso anno erano stati ridotti i controlli per i residenti. Ora però il cambiamento riguarderà individui, aziende e fondi pensione.

“Si potrebbe dire – spiega il premier – che i controlli sui capitali siano stati una parte necessaria per ricostruire l’economia dopo il crollo. I controlli finanziari hanno avuto effetto su persone e imprese – c’era l’obbligo di rimpatriare la valuta estera e sono state applicate grandi restrizioni sui movimenti di capitale”.

L’annuncio ha avuto pesanti ripercussioni sulla corona islandese che ha toccato i minimi sull’euro da tre settimane.

I controlli sui capitali vennero imposti nel 2008 dopo il collasso delle tre principali banche del Paese. La divisa locale crollò e le autorità, in accordo con il Fondo Monetario internaizonale, decisero di imporre restrizioni ai flussi in entrata e in uscita dall’Islanda.

Nel 2016, il Pil islandese è cresciuto del 7,2%.

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