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Francia: fine del bipolarismo, la corsa per l'Eliseo è a quattro


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Francia: fine del bipolarismo, la corsa per l'Eliseo è a quattro

Vincitore delle primarie socialiste, Benoît Hamon sarà il candidato de la gauche alle elezioni presidenziali francesi. A novanta giorni dal voto e con tutti i principali candidati prescelti, la campagna elettorale entra nel vivo.
“Stasera la sinistra alza la testa, guarda al futuro e vuole vincere. Tra di noi ci sono certamente delle differenze, ma abbiamo detto, e lo credo anche io, che non saranno insormontabili quando si tratterà di affrontare i nostri veri avversari” – ha detto Hamon, ma chissà se ha ragione: alcuni socialisti vogliono appoggiare il centrista Macron
Per la sinistra, come per la destra moderata, il nemico numero uno è lei, Marine Le Pen. Piuttosto tranquilla nelle ultime settimane, la presidente del Front National, data per vincitrice al primo turno, attende al varco i suoi avversari. Fuori dalla Francia due eventi che ha sempre sostenuto, Brexit e la vittoria di Donald Trump, sembrano tirarle la volata.
“Siamo pronti, determinati, organizzati. Ma al di là della campagna, è al mio quinquennato che ho pensato in questi mesi
“ – ha detto.

Principale competitor di Le Pen è l’ex primo ministro François Fillon, vincitore delle primarie del partito di centrodestra, ‘i repubblicani’. Fillon è in attesa che passi la buriana per uno scandalo che coinvolge la moglie, la quale avrebbe preso per anni uno stipendio da assistente parlamentare ma nessuno ricorda di averla vista in parlamento. “Di fronte a avversari anestetizzati, io sono il candidato del lavoro e del potere d’acquisto, perché un Paese che lavora di più, è un Paese che guadagna di più” -ha detto.

Con la crescita dell’estrema destra di Le Pen, con l’irruzione dei centristi di ‘en Marche’ di Macron, movimento assimilabile allo spagnolo ciudadanos, il bipolarismo alla francese è morto. Il candidato dei socialisti Hamon per avere una chance deve ottenere l’appoggio dei candidati della sinistra radicale.
Tra questi Jean-Luc Mélenchon candidato con la France insoumise, eurodeputato, ecologista e neo-giacobino, politico di lungo corso, anche lui in corsa per l’Eliseo; si è sempre opposto a un’alleanza coi socialisti, ma chissà se la vittoria del Bernie Sanders francese alle primarie de la gauche non gli farà cambiare idea.

E poi c‘è lui, Macron, ex socialista fondatore di ‘en Marche’, il movimento centrista esploso in pochi mesi. Alcuni parlamentari socialisti hanno già fatto sapere che sosterranno lui anziché il vincitore delle primarie Hamon, troppo di sinistra.

Alla fine chi sarà il prossimo presidente francese? Se Le Pen è data per vincitrice al primo turno, non è detto che ce la faccia al secondo dove, per i sondaggisti, sia Fillon che Macron potrebbero batterla , il secondo addirittura 65 a 35 %. Il Front National è forte di un elettorato convinto ma difficilmente riuscirà a fare alleanze utili per il secondo turno. Proprio ‘alleanza’ è la parola chiave e a tre mesi dal primo turno la partita è tutta aperta.

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