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"Siamo stati noi". L'ISIL rivendica l'attentato di Diyarbakir


Turchia

"Siamo stati noi". L'ISIL rivendica l'attentato di Diyarbakir

Il sedicente Stato Islamico rivedica l’attacco suicida di Diyarbakir. Due giorni prima l’appello del leader Al-Baghdadi: “Colpite la Turchia”

“Siamo stati noi”. A poche ore dall’appello del leader dell’ISIL a colpire la Turchia, l’agenzia stampa del sedicente Stato Islamico imputa al gruppo jihadista l’attentato suicida a Diyarbakir.


La rivendicazione confermata su Twitter da SITE Intel Group, sito statunitense specializzato nel monitorare le attività jihadiste

“Dei combattenti hanno fatto esplodere un veicolo riempito d’esplosivo davanti a una stazione di polizia”, ha comunicato l’Amaq, due giorni dopo l’invito di Abou Bakr al-Baghdadi a colpire la Turchia.

Ankara e stampa filo-governativa: “Attentato del PKK

L’attentato di Diyarbakir, principale città del sud-est a maggioranza curda, era stato in giornata imputato da Ankara al PKK. Citando il governatore regionale, testate turche vicine al governo si erano spinte a parlare di “rivendicazione” del Partito dei Lavoratori Curdi, a cui più tardi lo stesso primo ministro Binali Yildirim aveva attribuito l’attacco.

L’ultimo bilancio diffuso delle autorità ammonta a 9 morti, di cui due agenti di polizia, e oltre 100 feriti. L’esplosione è avvenuta alle prime ore del mattino di venerdì in prossimità del commissariato in cui erano stati fatti convergere diversi leader del partito pro-curdo HDP, arrestati nel corso della notte.

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