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Caccia alle balene, il Giappone non arretra

Tokyo concede ad alcune comunità costiere permessi per consumo esclusivamente locale. Per molti osservatori è l'ennesima copertura alla caccia indiscriminata

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Caccia alle balene, il Giappone non arretra

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Sulla caccia alle balene ancora una volta il Giappone va contro la comunità internazionale.

L’annuale riunione della Commissione baleniera internazionale si è conclusa con una mezza battuta d’arresto per i sostenitori di una maggiore protezione dei cetacei. I membri hanno respinto l’idea di creare un santuario per balene, ma sono riusciti a rafforzare la sorveglianza sulla pesca da parte del paese del Sol Levante. Tokyo, dal canto suo, ha fatto sapere che intende concedere ad alcune comunità costiere permessi per consumo esclusivamente locale. Un punto che secondo molti osservatori sembra l’ennesima copertura alla caccia indiscriminata.

“Ora vedremo se la nuova istanza porterà un cambiamento”, spiega NIcolas Entrup, consulente di una Ong ecologista svizzera OceanCare, rammaricandosi per il fatto che la Commissione non abbia fatto alcuna pressione reale su Tokyo. “Dubito che il Paese del Sol Levante accetti, anche se la comunità internazionale è stata chiara: vogliamo un processo indipendente, prosegue Entrup.

Sulla base di una moratoria sulla caccia alle balene introdotta 30 anni fa per preservare i cetacei, ogni forma di caccia alla balena è proibita ad esclusione di quella condotta per la sussistenza delle comunità aborigene o per la ricerca scientifica.

Dal 1986 16.235 balene sono state uccise in nome della scienza, oltre 24.000 per scopi commerciali e altre 10,139 per la sopravvivenza delle comunità indigene. Dopo una decisione dell’Aja, il Giappone nella stagione 2014-2015 aveva la rinuncia alla caccia, prima volta in 27 anni. Ma il numero delle balenottere minori uccise nell’Antartico in questi primi mesi dell’anno dal Giappone per fini scientifici resta comunque elevato: 333. Tra gli altri paesi cacciatori c‘è la Norvegia, con 736 balene uccise nel 2014, e l’Islanda.

Intanto slitta ancora la creazione di un santuario nell’Atlantico del sud, proposta da diversi paesi dell’emisfero meridionale. Attualmente esistono due santuari, uno nell’Oceano Indiano, l’altro nell’Oceano Antartico dove caccia il Giappone.