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Ceta, la Vallonia conferma il no, ma il negoziato continua

La palla è nel campo degli europei, dice il Canada

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Ceta, la Vallonia conferma il no, ma il negoziato continua

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Sul Ceta , l’accordo di libero scambio euro-canadese, il Belgio francofono conferma il no. Il ministro presidente della Vallonia Paul Magnette lo ha ribadito al presidente dell’europarlamento Martin Schultz , ma i negoziati continuano e il vertice euro-canadese di giovedì per la firma dell’accordo non è stato ancora annullato.

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"Vogliamo il livello più alto possibile di protezione sociale, servizio pubblico, ambiente e garanzia giuridica."

Paul Magnette Ministro presidente della Vallonia

Paul Magnette ha dichiarato:

Ci sono alcune piccole difficoltà da risolvere fra europei. Non sono qui per creare problemi, ma per fare in modo che i trattati abbiano un livello di protezione in materia sociale, di servizio pubblico, di ambiente, con uno standard di garanzia giuridica che sia il più alto al mondo.

Il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz:

Non vedo problemi che non si possano risolvere. Sono molto ottimista, troveremo per il Ceta soluzioni che miglioreranno ancora di più un progetto di trattato commerciale internazionale che è già molto buono.

Ceta uguale Ttip?

Il trattato di libero scambio con il Canada non può essere approvato se non all’unanimità, secondo le regole di funzionamento dell’Unione europea.

La Vallonia in realtà non è sola a dire No. Lungo i 7 anni che è durato il negoziato, fra i cittadini europei si è sviluppato un movimento di protesta transnazionale.

La principale obiezione è che il Ceta sarebbe un modo per far rientrare dalla finestra l’estramamente controverso – e ormai praticamente affossato -progetto di trattato commerciale transatlantico con gli Stati uniti ( Ttip/Tafta ) , vista la stretta integrazione fra i colossi industriali e agroalimentari statunitensi e canadesi.