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Siria, cronaca di un'ennesima tregua fragile

Lo scorso 10 settembre in molti hanno creduto che la tregua per la Siria annunciata da Stati Uniti e Siria, avrebbe tenuto.

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Siria, cronaca di un'ennesima tregua fragile

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Lo scorso 10 settembre in molti hanno creduto che la tregua per la Siria annunciata da Stati Uniti e Siria, avrebbe tenuto.

Uno sforzo diplomatico che poteva coronare 8 anni di presidenza Obama, ormai in scadenza, in grado di mettere fine a 5 anni di guerra civile in Siria.
Forse.

John Kerry, Segretario di Stato americano:

‘‘Oggi Stati Uniti e Russia annunciano un piano che se portato a termine costituirà una svolta per la situazione siriana”.

La tregua entra in vigore il 12 settembre, nonostante piccole violazioni, sembra tenere. Resiste una settimana.

Le sorti del cessate il fuoco si giocano a Aleppo, nella seconda città del Paese, simbolo del martirio siriano.

Il 19 settembre Damasco dichiara la fine della tregua. Poco dopo ricominciano i bombardamenti su Aleppo ed viene attaccato anche un convoglio Onu che porta aiuti umanitari.

L’obiettivo primo del cessate il fuoco era proprio quello di raggiungere le città assediate con i generi di prima necessità.

Ribelli, Stati Uniti e esperti accusano dell’attacco la Russia, che nega che ci sia stato un raid aereo in quella zona.

Gli Stati Uniti hanno comunque dichiarato di non abbandonare la Siria e di non voler rinunciare a un piano di pace.

Malgrado vari tentativi, la tregua però non viene ripristinata.

I bombardamenti su Aleppo non cessano.
Lunedì 3 ottobre, nel quadro di una vasta offensiva del regime, un raid aereo distrugge il più grande ospedale della città situato nel settore controllato dai ribelli.

Ong e Onu denunciano una situazione insotenibile per i 250 mila abitanti, di cui 100 mila sono bambini.

Seguei Lavrov, ministro degli Esteri russo:

“Purtroppo fin dall’inizio molti hanno voluto rompere la tregua, anche nell’amministrazione americana. E queste persone contrarie a una stabilità in Siria, a una risoluzione Onu per la Siria e che vogliono risolvere la crisi con la forza hanno avuto la meglio”.

John Kerry:

“Il regime siriano e la Russia sembrano aver respinto la diplomazia per perseguire una vittoria militare a scapito dei civili, bombardando ospedali, spaventando e traumatizzando i civili.
Chi vuole la pace agisce in modo diverso da come sta agendo la Russia”.

Stando ai dati forniti dall’Oms, oltre 340 persone, di cui almeno 100 bamini, sono morti a Aleppo negli ultimi 12 giorni.