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Colombia al bivio tra opzioni inconciliabili dopo il no all'accordo di pace con le Farc


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Colombia al bivio tra opzioni inconciliabili dopo il no all'accordo di pace con le Farc

La Colombia potrebbe essere di fronte alla scelta tra due posizioni inconciliabili. Il ‘no’ del referendum all’accordo di pace con le Farc, mette il Paese in un vicolo cieco. Le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia hanno ribadito di voler continuare il dialogo sulla pace, ma secondo gli esperti il gruppo dei negoziatori non rappresenta la totalità delle posizioni.

Pedro Medellin, specialista in risoluzione dei conflitti: “Credo che da oggi, con la vittoria del no, la sfida sia come salvare e come modificare questi accordi” dice ai microfoni di euronews. “Le Farc hanno detto e ripetuto a più riprese che non riprenderanno le armi. La mia principale preoccupazione è che ci siano invece frange estremiste che si sentano legittimate a tornare a far la guerra”.

Il capo fila del fronte contrario agli accordi di pace voluti e firmati dal Presidente Juan Manuel Santos è l’ex-Capo dello Stato Alvaro Uribe, fautore della linea dell’intransigenza nei confronti delle Farc.

Daniel Garcia Peña, ex-commissario per gli accordi di pace: “La posizione di Uribe e della maggioranza del fronte del no agli accordi è che la guerriglia vada in prigione e che non possa accedere alla politica. Non vedo come questo sia accettabile per le Farc e non vedo come sia conciliabile con qualunque accordo di natura politica”.

Gli accordi bocciati domenica dagli elettori colombiani sono il frutto di quasi 4 anni di negoziati condotti a Cuba tra il governo colombiano e i rappresentanti delle Farc. I detrattori dell’accordo ritengono che questo preveda troppe concessioni nei confronti di chi ha militato nei ranghi del gruppo che ha trascinato la Colombia in mezzo secolo di guerra civile.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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