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Siria:attacco al convoglio umanitario, braccio di ferro tra Russia e Usa

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Siria:attacco al convoglio umanitario, braccio di ferro tra Russia e Usa

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Nonostante la tregua concordata da Mosca e Washington appena una settimana fa, in Siria sono riprese le violenze. L’episodio più grave è stato l’ attacco contro un convoglio umanitario, vicino ad Aleppo, che ha provocato la morte di venti civili e che ha scatenato una polemica a livello internazionale. Gli aiuti delle Nazioni Unite e della Mezzaluna rossa siriana erano destinati a 78.000 persone nella zona di Urm al-Kubra, nella provincia di Aleppo.L’Onu ha annunciato di aver sospeso tutte le operazioni umanitarie in Siria in attesa di una nuova valutazione della situazione, intanto tra Mosca e Washington è scattato lo scambio di accuse per l’interruzione della tregua. La Casa Bianca afferma che i responsabili possono essere soltanto o la Russia o il regime siriano. “Dobbiamo insistere con le verifiche per stabilire se la fine delle violenze può continuare o meno” ha detto Ben Rhodes, numero due del Consiglio Nazionale per la Sicurezza alla Casa Bianca, “La preferenza è che riesca a continuare”, ha continuato Rhodes che ha ribadito la preoccupazione degli Stati Unti per quello che ha definito “il fallimento della Russia nel non riuscire a dimostrare la propria buona fede”. Secca la risposta di Mosca che nega qualsiasi implicazione nell’attacco aereo. Il portavoce del Ministero della difesa russo ha affermato che nelle immagini di un drone, impegnato a sorvegliare la colonna in transito nel territorio controllato dai ribelli,è stata notata la presenza di un pick-up con un mortaio di grosso calibro. L’accordo raggiunto a Ginevra, lo scorso 9 settembre tra Russia e Stati Uniti, prevedeva l’interruzione dei combattimenti per sette giorni a partire dal 12 settembre per l’invio degli aiuti umanitari e la ripresa dei negoziati di pace. La diplomazia americana non rinuncia al dialogo con Mosca sul futuro del paese mediorientale. Intervenendo in Consiglio di Sicurezza Onu a New York, il segretario di Stato americano Kerry , alla presenza del suo omologo russo Sergei Lavrov, ha ribadito che gli sforzi per trattare una soluzione possono essere salvati. “Per ridare credibilità a questo processo”, ha detto Kerry,“dobbiamo immediatamente tenere tutti gli aerei a terra nelle aree chiave”.

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