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Fethullah Gulen chiede a Washington di respingere l'estradizione verso la Turchia

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Fethullah Gulen chiede a Washington di respingere l'estradizione verso la Turchia

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Per Ankara resta il nemico numero uno. Fethullah Gulen, mistico sufi e scrittore continua ad essere accusato dal governo turco di essere l’ ispiratore del fallito golpe. Una pressione che ha spinto lo stesso Gulen, in esilio volontario da vent’anni negli Stati Uniti, a chiedere a Washington di bocciare l’estradizione verso la Turchia, richiesta solo per una “vendetta politica”.

“Non si tratta di un processo rapido, prenderà del tempo – sottolinea Mark Toner, addetto stampa del Dipartimento di Stato – Ma ci impegnamo a valutare la richiesta in base all’accordo sul trattato di estradizione”.

Intanto il fallito golpe sta permettendo al presidente Erdogan di realizzare una resa dei conti con presunti nemici.

“È assurdo pensare che gli Stati Uniti – prosegue Mark Toner – siano in qualche modo complici o comunque collegati con gli avvenimenti di venerdì. La Turchia è un partner alleato della Nato, con un governo democraticamente eletto, è una democrazia forte e la sosteniamo nel corso di questa crisi”.

Gulen è alla guida della più influente confraternita musulmana, che conta milioni di seguaci e un fatturato di miliardi di dollari.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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