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Brexit: Londra punta sui giovani per restare nell'Ue

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Brexit: Londra punta sui giovani per restare nell'Ue

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Londra ha puntato molto sulla sensibilizzazzione di giovani e giovanissimi per andare a votare questo giovedì 23 giugno.

Un calcolo ben fatto, visto che stando ai sondaggi gli elettori più giovani sono i più inclini a votare a favore della permanenza nell’Unione ed è questo uno dei motivi della campagna lanciata dal Governo a favore della registrazione. Obbligatoria per poter votare.

Come questo dibattito organizzato nella Scheggia, grattacielo di Londra conosciuto anche come London Bridge Tower.

Damon Embling, euronews:

“Stando ai sondaggi, i giovani sono più filo-europei delle generazioni più anziane.
Ma alle ultime elezioni solo il 43% dei giovani, d’età compresa tra i 18 e 24 anni, sono andati a votare È per questo che si cerca di arrivare a loro perché il loro voto può fare la differenza”.

Informare, stimolare la curiosità, sapere finalmente di più e da fonti forse più imparziali che cosa è veramente la famiglia europea.

“Sono venuto perché sono ancora indeciso, mio fratello invece è sicuro del fatto che dobbiamo lasciare l’Europa. Mio padre invece è di sinistra, molto verde, e dice che dobbiamo restare in Europa.

Sono venuto qui per ascoltare discorsi più equilibrati, di persone che non abbiano niente a che fare con me”.

“Molti sottovalutano quanto possa essere importante per i giovani, chiaramente avrà un impatto sulla nostra educazione. Al di là del tema immigrazione, penso che si debba parlare di tutti gli effetti che la Brexit potrebbe avere”.

“Penso sia un voto importante, io voterò per restare in Europa perché non avremo un futuro migliore fuori. Paghiamo circa 18 miliardi di euro all’Europa, ma molti non sanno che circa la metà ci vengono restituiti”.

Anche Sam è giovane, ma per lui l’Unione europea è una grande menzogna:

“Voterò per la Brexit, perché non ho sentito una sola buona ragione da parte di Cameron per restare. Sembra volerci spaventare e basta”.

Secondo un sondaggio dell’University of Eats London il 73% dei giovani si considera europeo ma il 93 % ammette di non sapere tanto sull’Europa.

Darren Sharpe, University of East London:

“Si tratta di un referendum su emozioni e identità e implica meno una scelta razionale che possa coinvolgere la tua appartenenza politica.
I giovani si sentono europei, interconnessi e integrati, ma in termini di burocrazia, di sistema sanno poco e vogliono sapere di più”.

L’organizzazione ‘Bite the Ballot’ ha tenuto vari workshop sul referendum raggiungendo i giovani anche e soprattutto sui social media.

Abiodun Olatokun “Bite the Ballot”:

“La cosa interessante da sottolineare è come i giovani abbiamo respinto i discorsi dell’establishment sul referendum.
E vogliano invece parlare di quale impatto avrà su loro e la propria comunità. È questala risposta che abbiamo avuto dopo una sessione informativa”.

Stando al Financial Times c‘è stata una rush finale per la registrazione al voto, che ha visto coinvolti soprattutto i giovani.

La registrazione si è chiusa alla mezzanotte del 7 giugno.

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