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ACNUR: sempre più bambini soli, fra i migranti

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ACNUR: sempre più bambini soli, fra i migranti

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Il traffico di minori è il nuovo timore delle organizzazioni umanitarie. Le cifre sono spaventose e in continuo aumento. Solo l’anno scorso in tutto il mondo oltre 100.000 sono stati i minori non accompagnati. Potrebbero essere vittime di traffico di esseri umani, prostituzione e sfruttamento. Le cifre sono triplicate rispetto all’anno prima e rappresentano un numero altissimo rispetto al 2006, anno in cui l’Acnur, l’Agenzia dei Rifugiati dell’Onu, ha iniziato a collezionare questi dati.

I fautori di questa campagna dicono che almeno 10.000 che di questi, sostanzialmente bambini, si sono perse le tracce soltanto in Europa. Uno dei rischi è che finiscano per alimentare il florido commercio dello sfruttamento sessuale.

L’organizzazione che si occupa di monitorare i bambini scomparsi in Europa “Missing Children Europe” (MCE) dice che il numero di bambini che scompaiono nei Paesi europei è in continuo aumento.

Perché così tanti minori non accompagnati?

La spiegazione anche stavolta è nei numeri. Spaventosamente alti. Secondo l’analisi dell’Acnur, un numero record di 65,3 milioni di persone si sono spostate forzosamente a livello globale. Nel 2014 erano state 59,5 milioni.

Una delle inesauribili “fonti” di rifugiati è il conflitto siriano. Milioni di persone si sono riversate soprattutto in Libano, Turchia fino all’Unione Europea.

L’Acnur afferma che, sebbene le richieste di asilo siano aumentate un po’ dappertutto, la proporzione di richiedenti asilo minorenni è aumentata in maniera esponenziale.

Sui 100.000 minorenni arrivati in Europa, il 42% aveva meno di 15 anni.

Il trend è in aumento. Il 92% dei 7,567 bambini giunti sulle coste italiane fra gennaio e maggio di quest’anno non erano accompagnati.

La direttrice generale di MCE, Delphine Moralis, ha detto a Euronews che alcuni di loro sono stati separati dalle famiglie durante il percorso. Mentre altri si sono messi in cammino da soli provenienti da zone come la Siria, spesso aiutati dalle stesse famiglie che si sono indebitate per pagare loro il viaggio.

La Moralis ha ammesso che molti di questi minori mentono sulla propria età nella speranza di ottenere asilo.

Quali problemi una volta in Europa?

I minorenni raccontano di essere maggiori di età proprio per evitare storture e burocrazia nella richiesta di asilo. Lo fanno nella speranza di sveltire le pratiche che in alcuni Stati possono durare fino a due anni.

L’UNICEF afferma che molti bambini, soprattutto quelli non accompagnati, siano caduti nelle maglie di questa burocrazia spesso ingiusta e macchinosa.

“Spesso troppi bambini finiscono agli arresti. La protezione dei minori è inesistente”, afferma un rapporto dell’organizzazione per la protezione dell’infanzia.

Sono davvero 10.000 i minori scomparsi?

Secondo Moralis è la stessa Europol ad affermarlo ed è una stima per difetto.

Sempre la Moralis afferma che la polizia federale tedesca ha parlato di 8,600 bambini scomparsi. Dei 1,800 che hanno raggiunto le coste svedesi, oltre la metà sono scomparsi.

“Sinceramente non importa che siano 10,000 o 12,000 è un problema gigantesco che dovremmo cercare di risolvere”, continua la Moralis. “Credo che il numero in aumento di minori non accompagnati debba cambiare il nostro approccio al problema migranti. Sta diventando sempre di più una crisi che coinvolge i minori. Dovremmo concentrarci su questo.”

Perché fuggono?

Moralis dice che secondo uno studio di alcune Ong, sette paesi europei non sono assolutamente preparati a gestire rifugiati minori.

Sono poche le persone che si fanno avanti per aiutare questi bambini. In Italia e Grecia ad esempio non ci sono mezzi per assistere questi bambini. Human Rights Watch ha detto che esistono problemi persino in Svezia e Germania.

Intanto UNICEF afferma che le autorità non danno molta fiducia ai bambini in fuga.

Moralis aggiunge che esiste una relazione assai stretta fra i trafficanti di bambini e che fruttano questi piccoli sessualmente una volta che arrivano in Europa.

Cosa è stato fatto?

Gli stati europei hanno chiesto l’anno scorso di riassegnare circa 100.000 rifugiati dall’Italia. Dando la priorità a bambini non accompagnati.

Ma solo il 2% di bambini sono stati accolti, solo 23 di loro erano minori non accompagnati.

Austria, Croazia, Ungheria, Polonia e Sovacchia non hanno nmmeno voluto partecipare alle discussioni per prendere un piccolo contingente di questi rifugiati.

Continua la Moralis: “È frustrante e preoccupante vedere che i valori su cui è fondata l’Europa si dimentichino di tutti questi bamini lasciati al freddo. Questi minori rappresentano il 40% del numero totale di rifugiati, ma nessuno si preoccupa di loro, come nessuno si preoccupa di quel bambino di undici mesi con cui ho giocato su di una spiaggia greca. Quel bambino dovrebbe avere gli stessi diritti di un migrante adulto”.

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