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Tunnel del San Gottardo, la storia

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Tunnel del San Gottardo, la storia

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Questa è la detonazione che inaugura l’inizio dei lavori di un’opera monumentale: la perforazione del massiccio roccioso del San Gottardo, nel cuore delle Alpi svizzere per costruire un tunnel.

Per lo scavo sono state utilizzate quattro Tunnel Boring Machine (TBM) chiamate in gergo macchine «talpa». Sono Gabi 1 e 2, Heidi e Sissi, e ognuna di loro pesa 3mila tonnellate.
L’inizio dei lavori è l’anno 2003. Dal massiccio, da allora, sono state estratti più di 28 milioni di tonnellate di macerie e 73 tipi di rocce diverse.

Il 15 ottobre 2010 Sissi trafigge l’ultimo muro e con uno scarto di soli 8 centimetri in orizzontale e 1 centimetro in verticale termina il lavoro di perforazione della roccia.

Questo nuovo tunnel ferroviario è il più profondo del mondo a 2.300 metri sotto la massa rocciosa del Piz Vatgira e il più lungo con i suoi 57 chilometri tra Erstfeld e Bodio, un viaggio che oggi dura solo 20 minuti.

Nove sono gli operai che perdono la vita tra il 2010 e il 2012 per la sua costruzione.

E, poi, arriva il momento della posa dei binari: 300 chilometri di rotaie e 380mila traverse di calcestruzzo che preparano la strada per i treni dell’alta velocità.

Il tunnel è costituito da tre trafori, di cui due per i treni che non si incroceranno mai e uno per l’evacuazione dei passeggeri. I treni passeggeri raggiungono la velocità di 250km/h e quelli merci 160km/h. Altro vantaggio è che il tunnel è il primo percorso pianeggiante attraverso la principale catena montuosa europea e i treni con carico pesante potranno avere una sola locomotiva, anziché tre o quattro.

La galleria è un punto cardine della nuova linea ferroviaria che attraversa le Alpi e che si inserisce nel corridoio Rhin-Alpes che da Rotterdam si estende, dal bordo del mare del Nord, fino a Genova, sul Mediterraneo.

Il nuovo tunnel ferroviario permetterà di decongestionare le strade ad alta percorrenza, che notoriamente conducono al traforo stradale del Gottardo, e alleggerire il traffico merci con un aumento previsto sulla nuova tratta ferroviaria Rotterdam/Genova del 20% entro il 2020. Tutto questo riducendo in modo considerevole l’inquinamento sulle Alpi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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