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Austria: verso il ballottaggio, estrema destra in vantaggio

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Austria: verso il ballottaggio, estrema destra in vantaggio

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L’Austria torna al voto per il secondo turno delle presidenziali, una sfida che fa paura all’Europa: ne sono già usciti battuti al primo turno i partiti tradizionali, e il duello è tra outsider della vigilia.

Norbert Hofer, il candidato dell’Fpoe, cioè il partito liberale di estrema destra, aveva ottenuto più del 35% dei consensi al primo turno, distanziando di ben 14 punti il secondo, l’ex leader dei verdi Alexander van der Bellen, madre estone e padre russo, presentatosi da independente.

“La gente è spaventata da tutto quello che sta succedendo – i rifugiati, la crescita della disoccupazione. È la paura che hanno, e quindi naturalmente appoggiano quei partiti in questo momento”, dice un passante a Vienna.

Meno preoccupato un suo concittadino:
“Il presidente in Austria non è quello che prende le decisioni, serve solo a rappresentare il Paese con gli altri Paesi, con i Paesi stranieri. Sta più al Parlamento decidere quello che succederà in Austria”.

Una settimana fa i due candidati si sono scontrati nell’unico dibattito televisivo non condotto da un moderatore: nessun confronto su cifre e fatti, i due si sono scambiati insulti, a dimostrazione di quanto sia lontana l’epoca di un’Austria in cui la politica era fatta di continuità, alternanza e moderazione.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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