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Volo EgyptAir, nuovo colpo per un comparto turistico già in ginocchio

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Volo EgyptAir, nuovo colpo per un comparto turistico già in ginocchio

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Non è una giornata come le altre all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. Al check-in di EgyptAir delle grosse tende grigie separano i passeggeri dallo sguardo indiscreto delle telecamere. I microfoni sono tutti per i viaggiatori in procinto di imbarcarsi sul volo MS800 per Il Cairo, la stessa tratta dell’aereo sparito giovedì mattina.

“Credo che torneremmo nel nostro Paese a qualsiasi condizione. Se non oggi, la prossima settimana o il prossimo mese. Ma prima o poi torneremmo”, dice un uomo d’affari. “Siamo scossi – afferma un turista diretto a Sharm El-Sheik -. Là l’80% degli hotel hanno già chiuso. La vita è ridotta quasi a zero. Nonostante gli eventi di questa mattina, però, abbiamo deciso di andare comunque”.

“Nonostante gli eventi di stamane, abbiamo deciso di partire comunque”

Le immagini girate a novembre nella nota località turistica, dopo lo schianto di un aereo pieno di turisti che tornavano in Russia, sono emblematiche di un settore turistico egiziano per il quale quest’ultima tragedia potrebbe rappresentare il colpo di grazia. Nel 2010 quasi 15 milioni di persone avevano visitato il Paese. Dagli eventi della Primavera Araba in poi i numeri non hanno fatto che peggiorare: nel primo trimestre 2016 i turisti sono calati a 1,2 milioni dai 2,2 del 2015.

Dati che si riflettono sulle performance dei colossi del turismo: la britannica Thomas Cook, nonostante i tentativi di spostare il baricentro dei pacchetti vacanze sulla Spagna, non è riuscita a tamponare l’emorragia. Nel suo caso pesa anche il crollo delle prenotazioni per la Turchia dopo l’attentato a Istanbul di gennaio.

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