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Guerra all'obesità ma con scelte politiche

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Guerra all'obesità ma con scelte politiche

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Sei mesi fa il Signor Stefano De Santis era in sovrappeso, con la pressione alta e un alto tasso di colesterolo.

Con l’aiuto della diatologa Serena Capurso è riuscito a perdere da allora 11 kg.

Stefano De Santis, paziente: “Nell’ultimo periodo non mi sentivo bene e sono andato a fare delle analisi e dalle analisi è risultata una situazione catastrofica, tramite un’amica mi sono rivolto alla dottoressa Capurso, ero spaventato perche non pensavo di riuscire a segurie una dieta”.

L’obesità minaccia la sostenibilità dei servizi sanitari nazionali perchè schiude malattie cardiache, diabete e altre patologie a lungo termine. Inoltre le diete in voga non inducono a miglioramenti.

Serena Capurso, Dietologa: “Cibarsi in un modo sano ha l’impressione di essere diventato troppo dispendioso dal punto di vista economico, oppure le pubblicità ad esempio, che ci circondano, ci portano sempre a scegliere dei prodotti normalmente chiamati junk food, dei prodotti spazzatura, particolarmente ipercalorici, è chiaro che il consumatore finale è un consumatore confuso.”

Jeremy Wilks, Euronews: “ I tassi di obesità sono raddoppiati in tutto il mondo negli ultimi 30 anni, e il problema persiste. In Italia un bambino su tre è classificato come in sovrappeso. I politici hanno bisogno di una risposta efficace, ma come fanno a sapere cosa funziona? Sono stato al l’Università di Roma per incontrare un professore che aiuta a fare scelte giuste”.

L’economista Vincenzo Atella ha lavorato con l’OCSE e l’Università della California per sviluppare un modello di micro-simulazione che aiuta i politici a scegliere l’approccio più efficace contro l’obesità.

Vincenzo Atella, Professore di Economia all’ Università di Tor Vergata: “Noi abbiamo fatto una serie di simulazioni che ci dicono se riuscissimo ad avere una popolazione che all’età di 50 anni è piu in salute in termini di livelli di obesità rispetto all’attuale popolazione quanto questo possa in qualche modo incidere sui risparmi.”

Vincenzo Atella: “Il modello va inteso non nella capacità di prevedere il futuro ma nella capacità di dire oggi al politico ‘se tu hai due possibili azioni da fare, io riesco a dirti che se fai l’azione A o fai l’azione B quali possono essere i risultati”.

Tali scelte possono essere la regolamentazione della pubblicità, l’etichettatura degli alimenti e l’istruzione, tutti investimenti che hanno bisogno di decenni per incidere.

Come si fa a convincere i politici ad agire? Lo abbiamo chiesto a Walter Ricciardi alto consulente per la salute.

Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità: “Per fare leva sui politici noi dobbiamo fare due cose, la prima è fornirgli evidenze scientifiche solide, perche’ altrimenti diventano opinioni, e la seconda puntare molto sulla loro etica e sulla loro leadership perche’ i soldi che loro investiranno adesso probabilmente avranno risultati quando loro non saranno piu’ in carica. E’ importante persuadere i politici che non devono pensare solo alle prossime elezioni ma anche alle prossime generazioni.”

Le giovani generazioni sembrano abbandonare la famosa dieta mediterranea italiana mentre altri fattori aggravano le cose.

Serena Capurso: “L’attività fisica viene spesso e volentieri sottovalutata, invece proprio da li’ si dovrebbe partire e io vedo invece che nelle nostre scuole primarie o secondarie l’educazione fisica, quindi lo sport, viene assolutamente messo da parte”.

La difficoltà sta ora nel selezionare le risposte politiche adeguate. Secondo l’OCSE, 75.000 morti l’anno potrebbero essere evitate se in Italia venisse adottata una strategia globale per affrontare le malattie croniche legate all’obesità.

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