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Nei Panama Papers anche i regimi colpiti dalle sanzioni

Siria e Corea del Nord le aggirano per finanziare guerra e programma nucleare

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Nei Panama Papers anche i regimi colpiti dalle sanzioni

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I Panama Papers rivelano il sistematico raggiro delle sanzioni da parte dei regimi di mezzo mondo e delle loro aziende. Il prestanome di Bashar al-Assad è suo cugino, Rami Makhlouf. L’uomo era già stato sanzionato da Washington nel febbraio del 2008 e suo fratello, Hafez, è nella lista nera degli Stati Uniti.

I documenti – pubblicati da un quotidiano inglese – rivelano che grazie alle pressioni di una banca britannica, Makhlouf è riuscito a mantenere i suoi conti bancari svizzeri durante le fasi iniziali della guerra civile.

Grazie a tre società create alle Seychelles, il regime siriano è in grado di aggirare le sanzioni internazionali e di procurarsi i mezzi finanziari per alimentare la macchina bellica di Damasco.

Tra gli 11,5 milioni di documenti, alcuni corrispondono a una società con sede legale a Pyongyang e registrata nelle Isole Vergini Britanniche dallo studio panamense. Ma non sono i soli. Lo studio Mossack Fonseca ha lavorato con oltre 30 individui o aziende che erano stati colpiti dalle sanzioni, anche dell’Iran o dello Zimbabwe.