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Centrale nucleare di EDF a Hinkley Point, un progetto che divide

La vecchia centrale si staglia sulla costa inglese del Somerset. Benvenuti a Hinkley Point, sito in cui EDF dovrebbe avviare nel 2019 la costruzione

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Centrale nucleare di EDF a Hinkley Point, un progetto che divide

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La vecchia centrale si staglia sulla costa inglese del Somerset. Benvenuti a Hinkley Point, sito in cui EDF dovrebbe avviare nel 2019 la costruzione di un doppio reattore EPR di nuova generazione. Il condizionale, però, è d’obbligo dato che dentro al colosso energetico francese i dubbi non mancano: questo weekend il responsabile finanziario Thomas Piquemal si è dimesso, preoccupato, si dice, per l’impatto del progetto sui conti dell’azienda.

Point of view

C'è un certo retrogusto politico in tutto ciò. Non solo in termini di possibili spinte del governo francese, che possiede l'85% di EDF, ma anche da parte del governo britannico

“Hanno tagliato i costi operativi per 300 milioni di euro l’anno scorso. Quest’anno la cifra dovrebbe aggirarsi sui 700 milioni”, spiega Mike Ingram di BGC Partners. “Ma è una goccia nel mare in confronto agli oneri di investimento che l’azienda dovrebbe mettere in campo. In particolare – aggiunge – in relazione al progetto di Hinkley Point”.

Oltre 23 miliardi di euro, che vanno ad aggiungersi alle ingenti spese per rinnovare le datate centrali sul territorio francese (altre decine di miliardi di euro). Nonostante l’opposizione dei sindacati e di alcuni dirigenti della stessa EDF, però, il numero uno Jean-Bernard Levy tira dritto: la decisione finale sull’investimento, ripete, arriverà a breve.

“Non si può fare a meno di notare un certo retrogusto politico in tutto ciò”, commenta ancora Mike Ingram. “Non solo in termini di una possibile spinta del governo francese, che in fine dei conti possiede ancora l’85% di EDF, ma anche da parte del governo britannico, perché questo è il progetto di punta della sua strategia energetica. Senza contare il dibattito sulla Brexit sullo sfondo”, aggiunge l’analista. Non a caso, Londra e Parigi hanno saldamente riaffermato il loro sostegno al progetto, annunciato nel 2013 e che dovrebbe vedere la partecipazione dei cinesi di CNG.

Ma i critici insistono: nessun reattore di quel tipo è stato ancora completato, quelli attualmente in costruzione in Francia, Finlandia e i due in Cina sono ancora indietro sulla tabella dei lavori (con, in alcuni casi, l’esplosione dei costi). Tradotto in parole semplici: prima di lanciarci nella costruzione di un reattore del genere, vediamo se ha senso economicamente.