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Svizzera, referendum per cacciare gli stranieri autori di crimini

Iniziativa dell'Udc, non supportata da altri partiti. Se vince il sì si potrà essere cacciati anche per reati minori.

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Svizzera, referendum per cacciare gli stranieri autori di crimini

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Nelle stanze della politica solo l’Udc vuole “cacciare le pecore nere”, come si vede nei manifesti per il “sì”. Il Partito popolare, che alle ultime elezioni ha ottenuto la maggioranza relativa con il 29,4% ha promosso il referendum che propone l’espulsione automatica per ogni straniero che violi la legge, attuando alla lettera l’esito di un’altra consultazione, del 2010.

Per altri è una proposta irricevibile, dal sapore nazista.

“Tutti gli stranieri – afferma Filippo Lombardi, rappresentante del Canton Ticino al Consiglio degli Stati – compresi quelli che vivono qui da 30 anni, quelli che sono nati qui e sono di seconda o terza generazione, sono comunque stranieri. Un quarto della popolazione è sottoposta a una punizione supplementare che gli altri tre quarti della popolazione non hanno, questa è una evidente ingiustizia”.

Nonostante lo scarso appoggio politico, l’esito del referendum non è affatto scontato. I sondaggi danno favorevoli e contrari in sostanziale equilibrio. Nel referendum del novembre 2010 i “sì” si imposero di stretta misura, con il 52,3 per cento.

L’Udc ritiene che, poi, la traduzione in legge di quella volontà popolare sia stata annacquata in Parlamento, prevedendo un’eccessiva discrezionalità del giudice nel decidere le espulsioni, in base a gravità dei reati, permanenza sul territorio svizzero e situazione sociale.

Se questa domenica vincessero i favorevoli, c‘è il rischio che, in caso di recidiva, si venga cacciati anche per reati minori, come lo spaccio di modica quantità e aver causato un incendio. L’Udc ha già vinto consultazioni popolari contro i minareti, nel 2009, e per imporre un tetto massimo agli immigrati, nel 2014.

Si vota anche per altri tre referendum: uno sulla famiglia tradizionale, uno sul raddoppio del tunnel del Gottardo, il quarto contro la speculazione sulle derrate alimentari.