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Brexit: Cameron canta vittoria. Buona base le proposte europee. Ma Londra mantiene la minaccia del referendum

David Cameron alza la voce con l’Europa, come a suo tempo Maggie Thatcher e, come allora, i risultati arrivano. Bruxelles, tra l’altro, promette di

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Brexit: Cameron canta vittoria. Buona base le proposte europee. Ma Londra mantiene la minaccia del referendum

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David Cameron alza la voce con l’Europa, come a suo tempo Maggie Thatcher e, come allora, i risultati arrivano.

Bruxelles, tra l’altro, promette di rispettare meglio le competenze dei paesi fuori zona euro e assicura comprensione per chi modificherà il proprio welfare in caso di arrivo massiccio di migranti:

Mi dicevano: è impossibile. Ma io ho chiesto un sistema a cartellino rosso per i parlamenti nazionali per bloccare, eventualmente le legggi europee, ebbene, c‘è nel documento – ha detto Cameron – Mi dicevano: vi diranno di no sui 4 anni di attesa per elargire i contributi sociali ai lavoratori migranti, c‘è anche questo. Dicevano che non avremmo resistito alla sempre maggiore integrazione. Abbiamo anche questo. Resta del lavoro da fare. Ma i progressi sui settori chiave li abbiamo avuti.

Il premier britannico non rinuncia comunque al referendum sulla Brexit. Ma assicura che il suo partito farà campagna per restare in Europa se le riforme saranno sostanziali:

Il mio obiettivo è quello di dare alla Gran Bretagna la possibilità di far parte di un’Unione Europea riformata. Perché? Perché siamo una nazione commerciale, siamo in un mercato di 500 milioni di persone in Europa, il mercato unico, un quarto dell’economia mondiale. La Gran Bretagna ha bisogno che questo mercato rimanga aperto, ha bisogno di svolgere un ruolo in questo mercato.

Sarà difficile comunque convincere gli euroscettici puri e duri in pochi mesi. Il voto sull’uscita o meno della Gran Bretagna dall’Unione Europea è previsto entro fine giugno.