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Caso banche salvate: respinta la sfiducia contro la ministra Maria Elena Boschi

Respinta dai deputati la sfiducia contro la ministra per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, accusata dai 5 Stelle di essere coinvolta

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Caso banche salvate: respinta la sfiducia contro la ministra Maria Elena Boschi

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Respinta dai deputati la sfiducia contro la ministra per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, accusata dai 5 Stelle di essere coinvolta personalmente e attraverso i familiari nella vicenda della Banca Popolare Etruria, una delle quattro salvate con decreto del governo.

“Mi si dica se sono mai venuta meno ai miei doveri istituzionali, e sarò la prima a lasciare”, ha affermato Boschi. “Ma non vi consento di mettere in discussione la mia onestà e il rispetto dei principi di legge”.

Forza Italia non ha votato e la Lega Nord, che sosteneva la mozione, ha minacciato la rottura dell’alleanza. Entrambi i partiti hanno presentato mozioni di sfiducia contro il governo che saranno discusse a gennaio.

“Lei è venuta qui e ci ha fatto un bel discorso pieno anche di pietismo e compassione, raccontandoci anche del passato di alcuni componenti della sua famiglia”, ha commentato in aula Alessandro Di Battista (M5S). “Non abbiamo visto né da parte sua né da parte degli esponenti del Partito Democratico lo stesso pietismo e compassione nei confronti delle migliaia di cittadini truffati dal decreto salva-banche”.

Banca Etruria, Banca delle Marche, le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti sono state salvate con un Fondo alimentato da altre banche. Migliaia di risparmiatori hanno invece perso le obbligazioni subordinate che avevano sottoscritto. Il Codacons punta al rimborso integrale, in totale circa 800 milioni di euro.