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Grecia, Varoufakis: "l'accordo è vicino ma vogliamo un buon accordo"

A margine del vertice dell’Eurogruppo di Riga, euronews ha intervistato il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ritenuto da molti suoi

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Grecia, Varoufakis: "l'accordo è vicino ma vogliamo un buon accordo"

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A margine del vertice dell’Eurogruppo di Riga, euronews ha intervistato il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ritenuto da molti suoi colleghi europei il principale responsabile per il mancato accordo tra Atene e i suoi creditori.

“Credo che siamo vicini a un accordo – ha dichiarato Varoufakis – ma la cosa più importante è ottenere un buon accordo, non un accordo qualunque. Dobbiamo elaborare un nuovo modello di sviluppo per la Grecia”.

Durante il vertice, il ministro delle Finanze sloveno ha accennato all’eventualità di un’uscita della Grecia dall’euro, il cosidetto piano B, nel caso in cui fallissero i negoziati.

“E’ vero: c‘è stato un momento in cui uno dei miei colleghi dell’Eurogruppo ha sollevato la questione – ammette il ministro – Spero che non dicesse sul serio, magari era spinto dalla frustrazione. Ho risposto che non esiste un piano B, non può esistere, e il solo parlarne dimostra un atteggiamento profondamente anti-europeo. Tanto più che sarebbe contrario anche agli interessi del Paese rappresentato da quel collega”.

Il 12 maggio, Atene dovrà rimborsare più di 700 milioni di euro al Fondo monetario internazionale.

“Il fatto che ci siano state diverse iniezioni di liquidità negli ultimi due anni, attraverso tranche periodiche, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco – afferma Varoufakis – La cosa più importante, oggi, è mettere fine a questo circolo vizioso per creare un circolo virtuoso. Se per arrivare a questo risultato dobbiamo passare attraverso intensi negoziati e a una crisi di liquidità, così sia: è un investimento su un futuro migliore per la Grecia e su un futuro migliore per l’Europa”.

L’atmosfera a Riga è stata pesante: contro Varoufakis sarebbero volate parole grosse, qualcuno gli avrebbe dato addirittura del dilettante.

“Siamo adulti, siamo colleghi – risponde lui – ci rispettiamo e ci apprezziamo anche. Il fatto che esistano divergenze politiche e che talvolta si avverta una certa intensità riguardo l’andamento dei negoziati non toglie che, sul piano umano, manteniamo ottime relazioni interpersonali”.