ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Migranti: da Mare Nostrum a Triton, Ue incapace di fronte a crisi umanitaria

111 bare, tra cui quelle di 4 bambini, allineate in un capannone a Lampedusa. Era il 5 ottobre 2013 e, nonostante questo dramma, l’Europa non è stata

Lettura in corso:

Migranti: da Mare Nostrum a Triton, Ue incapace di fronte a crisi umanitaria

Dimensioni di testo Aa Aa

111 bare, tra cui quelle di 4 bambini, allineate in un capannone a Lampedusa. Era il 5 ottobre 2013 e, nonostante questo dramma, l’Europa non è stata in grado di affrontare una crisi umanitaria senza precedenti.

Il Presidente della Commissione europea visitò l’isola e promise che mai più si sarebbe ripetuta quella che fu la più grave catastrofe marittima nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. L’esempio dei lampedusani spinse l’Italia a intervenire.

“Quando ci siamo avvicinati, la scena era drammatica – ricorda Vito Fiorino, un pescatore – Tutte quelle persone con le braccia alzate che gridavano aiuto. È stato terribile. A quel punto, abbiamo immediatamente chiamato il porto e abbiamo subito iniziato a raccogliere queste persone sulla barca, ne abbiamo imbarcate 47”.

L’Italia dà il via, il 18 ottobre 2013, all’operazione Mare Nostrum. Due gli obiettivi: garantire la salvaguardia della vita in mare e arrestare gli scafisti. Le navi d’altura si spingevano fino a ridosso delle coste libiche. Mare Nostrum si è conclusa il 31 ottobre 2014, mettendo in salvo oltre 160mila migranti Gli scafisti consegnati all’autorità giudiziaria sono stati 366.

Mare Nostrum è stata sostituita da Triton che però non è una missione di salvataggio, ma di controllo delle frontiere. Le squadre restano entro il limite delle trenta miglia dalle coste italiane.

Il costo di Mare Nostrum era di circa 9,5 milioni di euro al mese. Quello di triton 2,9 milioni di euro: un terzo.

Due operazioni differenti nel mandato, ma anche nei numeri. L’area di azione di mare Nostrum era molto più ampia rispetto a quella di Triton e la missione italiana disponeva di una nave anfibia per accogliere i naufraghi.

“Da quando è terminata l’operazione Mare Nostrum e l’agenzia europea Frontex ha avviato i pattugliamenti – spiega Hedinn halldorsson, portavoce di Save The Children – abbiamo assistito all’aumento del numero di rifugiati, nonostante queste persone fossero consapevoli della fine di Mare Nostrum e del fatto che non avrebbero potuto essere salvati una volta lasciata la Libia”.

Impossibile fermare il viaggio della speranza di chi non ha altra scelta. Queste immagini mostrano peschereccio con 345 profughi siriani salvati dall’equipaggio di una nave da crociera. Nel 2014, le imbarcazioni commerciali hanno messo in salvo un migrante su quattro, riporta Amnesty Inernational. Ma molte compagnie stanno modificando le rotte a causa delle continue richieste di soccorso.