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Kenya, massacro nel campus universitario: "Sparavano a casaccio"

Nuovi dettagli emergono il giorno dopo il massacro nel campus universitario di Garissa, in Kenya, a 150 chilometri dal confine con la Somalia. Il

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Kenya, massacro nel campus universitario: "Sparavano a casaccio"

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Nuovi dettagli emergono il giorno dopo il massacro nel campus universitario di Garissa, in Kenya, a 150 chilometri dal confine con la Somalia.

Il bilancio parla di 147 morti tra studenti e insegnanti, falciati dalle raffiche di kalashnikov del commando di al-Shebab. Alcuni testimoni parlano anche di corpi decapitati.

Arrivati prima dell’alba, gli assalitori hanno ucciso indiscriminatamente, prima di cominciare a separare gli studenti musulmani da quelli cristiani, a cui sparavano sul posto.

“Colpi di arma da fuoco”, spiega Benson Njeru, un soccorritore. “Alcuni hanno più di una ferita per arma da fuoco, altri sono stati colpiti alle gambe, altri ancora alla testa. Per cui, hanno sparato molto a casaccio”.

Venerdì mattina una folla di familiari si è radunata di fronte all’entrata dell’università. Numerosi ragazzi mancano all’appello, il che fa temere per un ulteriore aumento della conta dei morti.

L’assedio è terminato quando quattro assalitori si sono fatti saltare in aria con degli esplosivi. Un sospetto è stato arrestato mentre si allontanava dal luogo dell’assalto.