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Conseguenze economiche nel Golfo: la guerra in Yemen

Un’operazione militare, chiamata “Decisive Storm”, è stata lanciata la scorsa settimana nello Yemen contro gli Huthi. Domande e analisi sull’impatto

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Conseguenze economiche nel Golfo: la guerra in Yemen

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Un’operazione militare, chiamata “Decisive Storm”, è stata lanciata la scorsa settimana nello Yemen contro gli Huthi. Domande e analisi sull’impatto di questa guerra sull’economia locale e globale si moltiplicano.

Point of view

L'intervento proseguirà finché lo Yemen non sarà stabilizzato, ed è per questo che i mercati hanno recuperato. Perciò non crediamo che ci sia una minaccia per ora

Abbiamo incontrato, per discutere delle conseguenze economiche, Nour Eldeen Al-Hammoury, Chief Market Strategist presso Ads Securities Abu Dhabi.

Daleen Hassan, euronews:

La regione del Golfo è conosciuta come un rifugio sicuro per le aziende. Pensa che quest’immagine cambierà con la dichiarazione di guerra?

Nour Eldeen Al-Hammoury:

“Non penso che cambierà, c‘è stata qualche preoccupazione quando sono cominciati i bombardamenti. Tuttavia, il sostegno da parte dei paesi arabi e della comunità internazionale garantirà la sicurezza nella regione. Ogni minaccia sarà presa in seria considerazione e affrontata”.

La guerra che punta a ripristinare la legittimità del presidente Mansour Hadi è stata lanciata contro lo Yemen da un’alleanza di Stati guidata dall’Arabia saudita con il sostegno internazionale.

All’operazione partecipano i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, a eccezione dell’ Oman (Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait), più Egitto, Giordania, Sudan, Pakistan e Marocco.

I mercati finanziari della regione Medio Oriente – Africa del Nord hanno risentito negativamente del conflitto, in particolare i mercati del Golfo che la settimana scorsa hanno chiuso in perdita.

L’intera regione potrebbe cominciare a essere considerata area a rischio, con la conseguente “migrazione” di investimenti verso paesi più stabili.

La settimana scorsa, i timori relativi alle forniture di petrolio saudita hanno provocato un aumento dei prezzi del cinque per cento. Oggi le maggiori preoccupazioni riguardano lo stretto di Bab el-Mandeb, fra Yemen e Gibuti, punto di passaggio fondamentale per le forniture di petrolio in Europa, America e Asia.

euronews :
Come abbiamo visto, i mercati dell’area Medio Oriente – Nord Africa hanno subito un duro colpo questa prima settimana , quale sarà l’impatto degli attacchi sauditi sui mercati della regione araba sul lungo periodo?

Nour Eldeen Al-Hammoury :
“Eventi di questo tipo producono effetti positivi e negativi. Il nuovo re dell’Arabia Saudita, con il sostegno dei paesi arabi e della comunità internazionale, ha reagito rapidamente.
Se i bombardamenti continuano a lungo, potrebbero avere effetti negativi, con il calo dei prezzi del greggio che potrebbe portare a una minore liquidità. Tuttavia, l’Arabia Saudita dispone di un enorme ammontare di riserve, e noi crediamo che la guerra non inciderà sui mercati regionali nel prossimo futuro, ma crediamo che la percezione negativa resterà limitata. Notiamo ad esempio come i mercati abbiano reagito positivamente durante il summit della Lega Araba in Egitto”.

euronews:
Parliamo di petrolio. Molti analisti fanno notare che l’aumento dei prezzi è limitato. Quali scenari dobbiamo aspettarci?

Nour Eldeen Al-Hammoury :
“Nonostante il recupero dei prezzi del greggio che abbiamo visto, gli scenari sono limitati. I prezzi potrebbero restare all’interno di una forbice ristretta, fra 40 e 60 dollari, fino al vertice Opec di giugno, da cui potrebbe uscire la decisione di tagliare la produzione”.

euronews.:
Ci sono diversi punti di vista sulla reazione degli Huthi, soprattutto riguardo il passaggio delle petroliere nello stretto di Bab el-Mandeb. Pensa che l’eventuale chiusura dello stretto avrebbe un impatto sui prezzi del petrolio?

Nour Eldeen Al-Hammoury :

“Poiché c‘è un eccesso di petrolio, non pensiamo che questo avrà un effetto rilevante. I mercati inizieranno a consumare il petrolio in eccesso. Se le forniture venissero interrotte, i prezzi potrebbero aumentare, ma le forniture sono protette dalla marina egiziana.
Ricordiamo che l’intervento proseguirà finché lo Yemen non sarà stabilizzato, ed è per questo che i mercati hanno recuperato, non solo nella regione ma a livello globale, all’inizio della settimana. Perciò non crediamo che ci sia una minaccia alle forniture per ora”.

euronews :
Se gli investimenti dovessero spostarsi, dove potremmo veder migrare le imprese?

Nour Eldeen Al-Hammoury:
“Come visto in passato, durante eventi di questo tipo, durante una guerra, tutti si gettano su beni rifugio, come l’oro e l’argento. L’oro è salito a 1220 dollari l’oncia e l’argento è schizzato a oltre 17 dollari l’oncia. L’impennata però è stata di breve durata, per via del vertice dei paesi arabi che ha mandato un messaggio forte, portando gli investitori a spostarsi di nuovo sui mercati azionari, non solo quelli regionali, ma a livello globale.
Gli investimenti resteranno sullo stesso livello in Arabia Saudita e nel resto della regione, e soprattutto ora tutti stanno aspettando che l’Arabia Saudita si apra agli investitori stranieri, il che prevedibilmente porterà un afflusso notevole di liquidi. Quindi le opportunità rimangono nella regione e in Europa, nonostante le tensioni in Medio Oriente, in Europa e in Russia”.