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Dai Radiohead ai Ghostbusters. 6 celebri casi di plagio musicale

“Under Pressure”: Queen vs Vanilla Ice Il refrain che tutti abbiamo nella testa è quello della canzone scritta da Freddie Mercury e David Bowie

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Dai Radiohead ai Ghostbusters. 6 celebri casi di plagio musicale

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“Under Pressure”: Queen vs Vanilla Ice

Il refrain che tutti abbiamo nella testa è quello della canzone scritta da Freddie Mercury e David Bowie: secondo brano dei Queen a raggiungere la vetta delle classifiche inglesi dopo “Bohemian Rapsody”, inserito nell’album “Hot Space” del 1982. La straordinaria somiglianza del ritornello dell’ononimo singolo di Vanilla Ice scatena una battaglia legale. In un primo momento il rapper nega il plagio, poi sostiene di aver provato ad acquisire i diritti della canzone e infine accetta di inserire fra i credits del brano anche Bowie e tutti i componenti dei Queen.

Qui la versione di Vanilla Ice (1990)…

… e qui quella dei Queen (1981)

Huey Lewis vs Ghostbusters (1984)

Il successo planetario del film del 1984 sugli sgangherati acchiappafantasmi Dan Aykroyd e Bill Murray ha fatto tabula rasa della memoria musicale di molti. Il celebre tema di “Ghostbusters”, con cui Ray Parker Jr. contribuì al successo della pellicola, ricorda però in maniera impressionante il brano “I Want a New Drug” di Huey Lewis, uscito come singolo all’inizio dello stesso anno. Lewis era stato contattato per scrivere il tema del film, ma aveva dovuto declinare l’offerta perché impegnato su quello di “Ritorno al futuro”. Un accordo, rimasto confidenziale fino al 2001, risolse la querelle, imponendo alla Columbia Pictures che aveva prodotto e distribuito Ghostbusters di versargli una compensazione finanziaria.

Il tema di “Ghostbusters” firmato Ray Parker Jr…

… e il brano “I Want a New Drug” di Huey Lewis

Chuck Berry vs Beach Boys

Storia di un omaggio in carta carbone. La versione che il grande pubblico ricorda è soprattutto “Surfin’ U.S.A.” dei Beach Boys. Per loro stessa ammissione, altro non era però che un adattamento del brano “Sweet Little Sixteen” di Chuck Berry, di cui Brian Wilson si era di fatto limitato a riscrivere i testi. In diverse occasioni i Beach Boys hanno ribadito di voler semplicemente rendere un omaggio a Chuck Berry, che in quel momento stava peraltro scontando una pena in carcere. La versione sembra suffragata dalla pacifica soluzione del caso, con il riconoscimento di Berry come autore delle musiche e il versamento a quest’ultimo delle rispettive royalties.

“Surfin’ U.S.A.” dei Beach Boys (1963)…

… e “Sweet Little Sixteen” di Chuck Berry (1958)

Albert Hammond e Mike Hazelwood vs Radiohead

Difficilmente i giovani fan dei Radiohead che all’inizio degli anni ’90 si struggevano e commuovevano con “Creep” immaginavano che 20 anni prima i loro genitori si erano con ogni probabilità commossi ed emozionati praticamente sulle stesse note: quelle di “The Air That I Breathe”, scritta da Albert Hammond e Mike Hazlewood e uscita nell’album del 1972, “ It Never Rains in Southern California”. La somiglianza non sfuggì al duo, che citò i Radiohead per plagio, ottenendo di essere accreditato fra gli autori del brano e ricevendo così le dovute royalties.

“Creep” dei Radiohead (1992)…

… e “The Air That I Breathe”, di Albert Hammond e Mike Hazlewood (1972)

Al Bano vs Michael Jackson

“Quasi quasi mi lusinga che abbia copiato la mia canzone: lui è una star di Hollywood, io un contadino di Cellino San Marco”. Emblematico riassunto della vicenda è il commento di Al Bano al pronunciamento della sentenza del 1999, con cui il pretore di Roma condannava Michael Jackson a pagargli 4 milioni di multa. Oggetto del contendere: l’ispirazione “un po’ troppo fedele” di alcuni passaggi di “Will You Be There” a “I cigni di Bakala”.

“Will You Be There” di Michael Jackson (1993)…

… e “I cigni di Bakala” di Al Bano (1987)

Malcolm McLaren vs Madonna

Niente di fatto in tribunale, ma una vicenda che già solo per i suoi protagonisti varrebbe un libro: da una parte Madonna e dall’altra e Malcolm McLaren , cantante passato alla storia soprattutto come visionario e provocatorio manager controcorrente, che di fatto “creò” la band e il fenomeno Sex Pistols. Il caso risale alla sua epoca da solista e riguarda un brano del 1989 intitolato “Deep in Vogue”. Alla similitudine con la canzone “Vogue” firmata da Madonna l’anno successivo non sfugge neanche il titolo, ma le rivendicazioni di McLaren, deceduto nel 2010, non vennero accolte in tribunale.

“Deep in Vogue” di Malcolm McLaren (1989)…

… e “Vogue” di Madonna (1990)