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Colpo ai Casalesi: i figli di Sandokan tra gli arrestati

Gestivano le "paghe" agli affiliati finiti in carcere, con proventi derivanti da estorsioni e gioco d'azzardo.

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Colpo ai Casalesi: i figli di Sandokan tra gli arrestati

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Avevamo già imparato a conoscerli attraverso Gomorra. Ora l’operazione “Spartacus reset” ha messo al centro dell’attenzione proprio gli stipendi pagati agli affiliati dei Casalesi finit in carcere.

A gestire il tutto erano Carmine e Nicola Schiavone, figli del boss “Sandokan”. Elargivano tra i 1.500 e i 2.000 euro al mese ai membri della loro fazione, ma anche a quelli appartenenti agli Iovine e agli Zagaria.

L’operazione compiuta martedì, sotto la guida della direzione antimafia, è frutto di una nuova strategia, rispetto alla situazione di emergenza che ha portato all’arresto dei vertici dei Casalesi negli scorsi anni, come ha spiegato il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo:

“Continuare a lavorare sul territorio significa tenere sotto controllo le dinamiche criminali che operano su quel territorio. E quindi coglierne i mutamenti e le attività mentre sono in atto, in modo da intervenire tempestivamente ed evitare il realizzarsi di eventi più gravi”.

I fondi per gli “stipendi” venivano da attività di estorsione e dal controllo delle slot machine.

Trentanove le ordinanze di custodia in carcere, la maggior parte delle quali nei confronti di persone già detenute per altre indagini. Tre ai domiciliari.

Sequestrate anche numerose armi: 2 kalashnikov, un
fucile d’assalto, due fucili a pompa, una mitragliatrice e 4 pistole. Individuato, inoltre, un bunker a Villa Literno utilizzato come nascondiglio dai latitanti.

Gli arresti sono stati effettuati nelle province di Caserta, Napoli, Avellino, Benevento, Terni, L’Aquila, Lecce, Cosenza, Cuneo, Prato, Frosinone, Trapani e Taranto.