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La tempesta Jangmi devastante in Filippine e Malesia

Oltre 70 le vittime e 300.000 gli sfollati nei due Paesi. A Kuala Lumpur ccuse al governo di Razak.

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La tempesta Jangmi devastante in Filippine e Malesia

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Jangmi non ha smesso di mietere vittime neanche nell’ultimo giorno del 2014. La tempesta tropicale che da giorni sta devastando il sud est asiatico ha fatto ormai 53 morti nelle Filippine, maggiormente colpite, dove soffiano venti a 210 Km orari.

Un bilancio peggiore di quello dei due recenti tifoni che hanno attraversato il Paese, aggravato ulteriormente dal numero degli sfollati, 80mila circa.

Anche la Malesia, già provata dal nuovo disastro aere, è stata bersagliata dalla tempesta, che ha causato una delle peggiori inondazioni degli ultimi decenni, con cinque giorni di piogge torrenziali quasi ininterrotte.

I media locali riferiscono di 21 morti e almeno 8 dispersi. Molti i villaggi e le città evacuate, almeno 250.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, rifugiandosi per lo più in scuole e altri edifici pubblici.

Il Consiglio nazionale di sicurezza ha affermato che i livelli “eccezionalmente alti” acqua hanno complicato il lavoro dei soccorritori.

Forti critiche nei confronti del primo ministro Najib Razak, per la sua “latitianza” rispetto al disastro in corso, dopo che è stato fotografato a giocare a golf con il presidente Barack Obama alle Hawaii.

Tony Pua, membro dell’opposizione, ha stigmatizzato la mancata dichiarazione dello stato di emergenza e il non aver convocato d’urgenza il governo.

Meno grave la situazione in Tahilandia, dove sono cinque le province colpite (Narathiwat, Yala, Pattani, Phatthalung e Songkhla) e circa 10.000 gli evacuati.