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Energia: scelte ecologiche e caro-bollette

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Energia: scelte ecologiche e caro-bollette

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Real Economy questa settimana è a Vienna, Berlino e Parigi. L’argomento è il costo dell’energia anche alla luce delle tensioni tra Russia e Ucraina.

La puntata si apre con un corso intensivo per capire meglio le nostre bollette: tra costi all’ingrosso e quelli al dettaglio, alla fine è sempre il consumatore a farne le spese. La voce che incide maggiormente resta quella relativa alle tasse.

Maithreyi Seetharaman ha intervistato Fatih Birol, capo economista dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, considerato il massimo esperto del settore. Per Birol le fonti rinnovabili non riusciranno, almeno nel breve termine, a sostituire quelle convenzionali.

Con Emilie Refait siamo andati a Berlino, una delle città europee con le bollette energetiche più salate. La Germania, o meglio, i suoi cittadini sembrano pagare la scelta ecologica dei politici tedeschi. Le infrastrutture per produrre energia pulita (energia che oggi rappresenta il 30% della produzione nazionale di elettricità) costano molto e il loro prezzo incide pesantemente sulle bollette. Le autorità di Berlino hanno dovuto riaprire vecchie fabbriche di carbone per compensare l’uscita dal nucleare e garantire al Paese maggiore autonomia energetica. Una scelta niente affatto ecologica.

Da Margarethen am Moos arriva il reportage di Giovanni Magi. Alla periferia di Vienna è stato realizzato il più grande impianto austriaco per la produzione di biogas. Nella struttura i rifiuti vengono trasformati in energia, mentre i residui della produzione diventano fertilizzanti per i campi agricoli. Quello di Margarethen am Moos è un esempio di come le comunità possano compiere passi importanti verso l’indipendenza energetica.
Senza un impatto devastante sull’ambiente.