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Juncker cambia musica. Sette vice-presidenti per coordinare la Commissione europea

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Juncker cambia musica. Sette vice-presidenti per coordinare la Commissione europea

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A Bruxelles se ne parla da settimane. Ed ora si è aperto il sipario. Sappiamo come sarà la nuova Commissione europea e chi avrà i posti chiave. Saranno 28, come nell’attuale commissione, uno per paese. Ma ci sono novità nella ripartizione dei compiti.

Cambia il direttore d’orchestra e cambia la musica. Jean-Claude Juncker ha dato un’impronta personale rivedendo la struttura della Commissione europea: sette vice-presidenti dovranno coordinare il lavoro di altri commissari secondo priorità politiche, crescita e occupazione, energia, mercato digitale, euro, e lotta all’eccessiva burocrazia. E non sarà facile riuscire a far suonare all’unisono tanti commissari, tanti politici di primo piano, con il rischio di contrapposizioni e sovrapposizioni.

Jean-Claude Juncker, nuovo presidente della Commissione europea:
“Ho voluto avere nella Commissione, ex primi ministri, ex ministri che conoscessero il Consiglio, il Parlamento, le diverse opinioni pubbliche, sarà una commissione molto politica”.

E come promesso, Juncker ha attribuito il portafoglio tanto ambito degli affari economici ad un socialista, l’ex ministro delle finanze francese Pierre Moscovici, ma considerate le attuali difficoltà della Francia, non c‘è il rischio di un conflitto di interessi?

Replica Juncker: “Il signor Moscovici, lo conosco bene, perché eravamo insieme all’Eurogruppo, ed ha una buona conoscenza dell’Europa, una buona conoscenza della Francia, e ci sarà del lavoro da fare in Francia sulla Francia”

Ha sorpreso invece la scelta del britannico Jonathan Hill, responsabile dei servizi finanziari, una mossa che potrebbe essere interpretata come una cortesia alla City londinese e Juncker non si nasconde:

“Credo che sia l’uomo giusto, e poi ho voluto dare alla Gran Bretagna un portafoglio importante, per non sembrare un provinciale che voleva vendicarsi della scarsa eleganza che ha mostrato il primo ministro britannico quando si è trattato di nominarmi a capo della Commissione”

Il nuovo esecutivo si riunirà a porte chiuse già giovedi’, i commissari cominceranno poi a prepararsi per passare l’esame delle audizioni al Parlamento europeo. I deputati dovranno approvare formalmente tutta la Commissione ad ottobre. Il gruppo socialista ha già espresso perplessità sulla scelta del commissario britannico per i servizi finanziari e sul commissario ungherese per la cultura.

Come vengono visti a Bruxelles questo casting e questa riorganizzazione della Commissione europea? Per farsene un’idea Euronews ha intervistato Jean Quatremer, corrispondente di un grande quotidiano francese ed autore di un blog, “Les Coulisses di Bruxelles”.

Audrey Tilve, euronews:
“Cominciamo dalle cose positive. Cosa c‘è di incoraggiante in questa Commissione Juncker?”

Jean Quatremer, blogger e corrispondente di “Liberation”:
“Prima di tutto usciamo da dieci anni della Commissione Barroso, quindi di persé, è già una buona notizia. Dieci anni di noia, dieci anni in cui la Commissione non ha preso iniziative, era agli ordini del Consiglio Europeo. Del resto José Manuel Barroso ha iniziato il suo primo mandato dieci anni fà dicendo che era al servizio degli stati membri. Quindi effettivamente aspettava che gli si dessero degli ordini e si è comportato come un segretario generale del Consiglio Europeo”

Audrey Tilve, euronews:
“E al di là del bilancio della commissione Barroso?”

Jean Quatremer, blogger e corrispondente di “Liberation”:
“Ed è proprio qui che le cose sono diverse. Abbiamo ora un presidente della Commissione europea che si comporta come un presidente della Commissione. Ha delle idee, dice che bisogna fare delle proposte senza aspettare gli ordini dei capi di stato e di governo. E ha proposto una Commissione europea da combattimento. Ha deciso che i commissari inanzitutto debbano andare sul terreno, e poi ha creato dei gruppi di competenze. Ad esempio c‘è un gruppo “euro”, “impiego”- “crescita” che è sotto la responsabilità dell’ex primo ministro lettone, un duro, che sarà a capo di un’equipe in cui ci sono liberali, cristiani-democratici, dei socialisti e che cercheranno di rilanciare la crescita”

Audrey Tilve, euronews: “ Ma con questo sistema di vice-presidenti, ce ne saranno sette, che avranno campi d’azione che potranno sovrapporsi a quelli di altri commissari, non si rischia di creare confusione?

Jean Quatremer, blogger e corrispondente di “Liberation”:
“ No, non penso. Credo piuttosto che si creerà maggiore coordinazione e si riprenderà il lavoro di squadra. L’idea di Juncker, credo che sia quella di aver un super commissario che coordini il lavoro di 3 o quattro commissari. Lavoreranno insieme e poi si risalirà al livello del presidente della Commissione e quindi del collegio dei 28 commissari. Quindi il lavoro è preparato a monte. Il lavoro di squadra funzionerà per piccoli gruppi, o come si dice in gergo a Bruxelles, con dei clusters, e in seguito si riprenderà una discussione piu’ collegiale”

Audrey Tilve, euronews: “Jean-Claude Juncker non ha smesso di dire che voleva una commissione europea piu’ politica. Cosa vuole dire?

Jean Quatremer, blogger e corrispondente di “Liberation”:
“Questa Commissione europea è piu’ politica che mai e dipende strettamente dal Parlamento europeo. Per la prima volta abbiamo un presidente della Commissione europea che è stato nominato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei capi di stato e di governo. E’ una novità! Ormai Juncker non potrà piu’ dire: sono al servizio degli stati membri. E’ al servizio degli stati, è vero, ma anche del Parlamento europeo e quindi dell’opinione pubblica europea. Spero, e lo vedremo, che la Commissione europea e il Parlamento lavoreranno mano nella mano, questo permetterà di corregere il malfunzionamento dell’Unione europea. Perché oggi, contrariamente a quello che dicono gli euroscettici, non abbiamo un’Europa federale che non funziona, ma un’Europa degli Stati, quella degli euroscettici, che non funziona. E questa Europa degli stati ci ha fatto andare a sbattere”.

Presidente della Commissione:



Jean-Claude Juncker (Lussemburgo)

Commissari designati:


Frans Timmermans (Paesi Bassi)
Primo Vice-Presidente
Programma “legiferare meglio”, Stato del Diritto, Carta dei Diritti fondamentali e Relazioni inter-istituzionali



Federica Mogherini (Italia)
Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.
Vice Presidente della Commissione.



Vice-Presidenti:


Kristalina Georgieva (Bulgaria)
Bilancio e Risorse umane

Andrus Ansip (Estonia)
Mercato digitale

Alenka Bratušek (Slovenia)
Mercato unico dell’Energia

Valdis Dombrovskis (Lettonia)
Euro e Dialogo sociale

Jyrki Katainen (Finlandia)
Lavoro, Crescita, Investimenti e Competitività

Membri della Commissione:


Maroš Šefčovič (Slovacchia)
Trasporti e Spazio

Günther Oettinger (Germania)
Economia digitale e Società

Johannes Hahn (Austria)
Politiche di vicinato e Negoziati per l’allargamento

Cecilia Malmström (Svezia)
Commercio

Neven Mimica (Croazia)
Cooperazione internazionale e Sviluppo

Miguel Arias Cañete (Spagna)
Clima ed Energia

Karmenu Vella (Malta)
Ambiente, Affari marittimi e Pesca

Vytenis Andriukaitis (Lituania)
Sanità e Sicurezza

Dimitris Avramopoulos (Grecia)
Immigrazione e Affari interni

Marianne Thyssen (Belgio)
Lavoro, Affari sociali e Mobilità

Pierre Moscovici (Francia)
Affari economici e finanziari, Fiscalità e Dogane

Christos Stylianides (Cipro)
Aiuti umanitari e Gestione delle crisi

Phil Hogan (Irlanda)
Agricoltura e Sviluppo rurale

Jonathan Hill (Regno Unito)
Stabilità finanziaria, Servizi finanziari e Mercato unico dei capitali

Elżbieta Bieńkowska (Polonia)
Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

Vĕra Jourová Justice (Repubblica ceca)
Giustizia, Consumatori e Parità di genere

Tibor Navracsics (Ungheria)
Education, Culture, Youth and Citizenship

Corina Creţu (Romania)
Politiche regionali

Margrethe Vestager (Danimarca)
Competitività

Carlos Moedas (Portogallo)
Ricerca, Scienza e Innovazione