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La Prima guerra mondiale continua a dividere

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La Prima guerra mondiale continua a dividere

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Le commemorazioni per il centenario della Prima guerra mondiale hanno sollevato un dibattito nel Regno Unito tra chi ritiene giusto celebrarla come una vittoria e chi invece pensa che si debba cogliere l’occasione per mettere in guardia sulle conseguenze nefaste dei conflitti.

A Cambridge abbiamo incontrato il Professor Richar John Evans, uno dei massimi storici del Paese, il quale afferma che è stata una “guerra giusta”, ma non una “lotta per la democrazia” e che il pubblico dovrebbe essere consapevole che certe leggende sono state create per motivi politici. Anzi, dato il crescente euroscetticismo e in vista delle elezioni europee, alcuni politici potrebbero caratterizzare questo centenario con la retorica nazionalista.

“I conservatori vogliono una celebrazione patriottica della vittoria britannica” dichiara Evans. “Ma se guardiamo alla guerra su un piano più generale vediamo che è stata una catastrofe: ha facilitato la crescita del fascismo, del razzismo e ha reso l’antisemitismo molto più popolare ed estremo in Europa.”

Gli euroscettici come Max Hastings la pensano diversamente. L’ex corrispondente di guerra e storico militare accusa il premier Cameron di non aver voluto dire niente che potesse irritare la Germania in occasione di questo centenario.
“Nessuna nazione merita di essere accusata di tutto ciò che è accaduto nel 1914” sostiene Hastings, “ma mi sembra che la Germania abbia più colpe delle altre, perché era l’unica nazione che avrebbe potuto fermare la guerra.”

Per tramandare alle nuove generazioni la memoria della Prima guerra mondiale, la Westonbirt School porta le studentesse a visitare le trincee in Francia. Per prepararsi al viaggio, le ragazze non si limitano ad apprendere fatti e cifre, ma, attraverso giochi di ruolo, entrano nella mentalità di re, imperatori e generali dell’epoca.

Quale lezione si può trarre dal disastro della Prima guerra mondiale?
“Quando ci si imbarca in una guerra – spiega Lord Alan William John West, ex capo della Marina britannica – si pensa sempre che sarà breve e di piccola portata. Ciò è molto pericoloso. I politici pensano di poter controllare le guerre, ma una volta iniziate non si controllano.”

Anche le opere d’arte possono raccontare il conflitto. La National Portrait Gallery di Londra ospita la mostra “La Grande Guerra in ritratti”, e coordina il progetto “La memoria nazionale – storie locali”, che invita i teenager a commemorare la Prima guerra mondiale con lavori artistici. Al progetto hanno aderito scuole di Scozia, Irlanda del Nord, Galles e Inghilterra.

Sir Richard John Evans, Professore di Storia all’Università di Cambridge e Rettore del Wolfson College, prende posizione nel dibattito britannico sulla Prima guerra mondiale. Qui l’intervista completa in inglese:
Bonus interview: Sir Richard John Evans

Sir Max Hastings, storico militare, spiega ad euronews la sua visione della Prima guerra mondiale. Qui l’intervista completa in inglese:
Bonus interview: Sir Max Hastings

Lord Alan William John West, ex capo della Marina militare britannica, offre la sua interpretazione dell’attuale crisi ucraina e le sue riflessioni sulla Prima guerra mondiale:
Bonus interview: Admiral Lord West