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Nanoforart, elisir di giovinezza

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Nanoforart, elisir di giovinezza

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Elisir di eterna giovinezza e nanotecnologie per rendere davvero immortali le opere d’arte.

Denis Locter, euronews: “Questo liquido puó riportare all’antico splendore? Siamo a Firenze, dove restauratori esperti stanno usando nuovi metodi per far rivivere antiche opere”.

Con l’età le pitture si deteriorano. La loro struttura diventa fragile. Questo provoca il degrado anche del calcio carbonato, un elemento fondamentale, che costituisce le opere d’arte. Gli scienziati cercano di fermare il peggioramento dello stato dell’opera con nanoparticelle di idrossido di calcio.

“La pittura è putroppo molto degradata – spiega Fabrizio Bandini, restauratore presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze -. Questo degrado è avvenuto nel corso del tempo e ha prodotto anche questo distacco dal muro. Distacco dal muro che ormai ha lasciato solo pochi microm di colore, ancora molto decoesi e noi con le nanocalci cerchiamo in qualche modo di riconsolidare questa parte vitale della pittura che è la pelliclla pittorica.”

Denis Locter, euronews: “Ebbene, come funziona questo ‘elisir di giovinezza’? Visitiamo un laboratorio per capirne il principio chimico.”

Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Chimica e CSGI (Consorzio per lo sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase). Scienziati provenienti da varie parti del mondo hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto di ricerca europeo: una semplice reazione chimica produce nanoparticelle di idrossido di calcio capaci di penetrare all’interno delle opere d’arte e ripristinare la loro struttura molecolare.

Piero Baglioni, chimico presso l’Università degli Studi di Firenze e Coordinatore del progetto NANOFORART: “Noi reimmettiamo all’interno del dipinto esattamente la stessa composizione e lo stesso materiale, usato dall’artista quando aveva dipinto.”

Armonizzando la dimensione della nanoparticelle, gli scienziati controllano le proprietà chimiche della soluzione prodotta, adeguandola alle necessità dell’opera d’arte.

La nanotecnologia aiuta a ripulire i dipinti – anche quelli molto delicati, come gli acquerelli. Questo gel rimuove in modo lieve la polvere dalle opere d’arte, senza danneggiare la pittura.

Piero Baglioni, chimico presso l’Università degli Studi di Firenze e Coordinatore del progetto NANOFORART: “L’acqua è confinata all’interno del gel e quello che succede è che noi, controllando la chimica del gel e la dimensione dei pori all’interno del gel, controlliamo la penetrazione all’interno del dipinto. Possiamo decidere di far penetrare 100 microm o 200 microm, ecc.”

Nel laboratorio di restauro dell’Opificio, questo gel pulente è usato sui manufatti piú delicati: come questo tessuto bizantino del 13mo secolo, ricamato con fili d’oro.

Susanna Conti, restauratrice tessile dell’Opificio: “Penso che sarà il futuro, probabilmente, di questa tipologia di intervento, perchè è sempre meno invasiva verso l’opera.”

Gli scienziati sperano che i nanomateriali possano offrire ai restauratori un set di impareggiabili strumenti e metodi ad un costo irrisorio.

Piero Baglioni, chimico presso l’Università degli Studi di Firenze e Coordinatore del progetto NANOFORART: “La nanoscienza è un qualcosa che aiuta l’arte a preservarla e a trasferirla alle generazioni future. L’arte è immortale e con questi metodi innovativi possiamo cercare di renderla veramente immortale, di trasferirla il piú a lungo possibile ai nostri figli e ai figli dei nostri figli.”

www.nanoforart.eu