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Crisi economica: le donne "più adeguate ad affrontarla"

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Crisi economica: le donne "più adeguate ad affrontarla"

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L’ottava edizione del Forum delle donne ha visto mille partecipanti provenienti da tutto il mondo. A Deauville, in Francia, la cosidetta ‘Davos delle donne’ è stata scandita da tre giorni di incontri sul tema della crescita economica. Numerosi esperti, amministratori delegati, politici e studiosi si sono confrontati sulle cause della crisi europea. E la prima domanda è stata: come sarà il 2013?

“Possiamo dire, senza il rischio di cadere in errore, che il 2013 sarà sicuramente l’anno peggiore dal non lontano inizio della crisi europea – dice l’economista Daniel Cohen – Non sarà così grave come nel 2008 e nel 2009, dopo il fallimento di Lehman, ma sarà sicuramente un anno negativo, perché, nonostante le buone intenzioni della Banca centrale europea, pronta a sostenere la Spagna nelle prossime settimane, la politica di austerity che è stata avviata continuerà e probabilmente raggiungerà il picco. Il 2013 sarà un anno di contrazione”.

Tra gli esempi presi in considerazione al Forum delle donne quello delle imprese che hanno accellerato il processo di globalizzazione, rivolgendosi ai mercati in crescita, in un periodo in cui quelli tradizionali sono in crisi. Publicis è il terzo gruppo più grande al mondo nel campo della comunicazione.

“In generale si può osservare che, naturalmente, sui mercati cosiddetti maturi colpiti dalla crisi, dalla riduzione del deficit pubblico, dalla gestione del debito, c‘è un atteggiamento di precauzione da parte di molti attori economici – spiega Jean-Yves Naouri, Capo delle operazioni di Publicis – Nei mercati emergenti si continua ad avere una crescita, magari ad un ritmo leggermente inferiore, ma la strategia di Publicis è stata quella di posizionarsi su dei mercati in crescita anche all’interno dei mercati maturi e optare per lo sviluppo digitale che ci permette di rispondere a questi rallentamenti economici e alle riduzioni d’investimenti in maniera più efficace che in passato”.

L’inviato di euronews Giovanni Magi ha chiesto a Dominique Reiniche, presidente di Coca Cola Europa: “La crisi economica può aggravare la condizione delle donne nelle aziende o può essere un’opportunità?”

“Come si usa dire in cinese, crisi vuol dire opportunità. Io penso di si, c‘è un’opportunità – il parere della Reiniche – In realtà per prima cosa, ad essere onesta, è un problema per le donne perché sono loro, nella maggioranza dei casi, ad avere lavori part-time e meno qualificati, quindi sono più vulnerabili in caso di crisi perché sono le prime a essere costrette ad adeguarsi. Questo è l’aspetto negativo, il bicchiere mezzo vuoto – aggiunge la presidente europea di Coca Cola – Attualmente, il bicchiere mezzo pieno è che tutti devono badare al fatto che le donne si adeguano meglio ad una situazione di crisi, dato che per natura conducono più vite: vita professionale, personale, familiare quando ci sono i bambini. Sono per definizione molto flessibili e inclini a prendere decisioni veloci che raccolgano il consenso dei mariti, dei figli e così via”.

Sono stati presentati alcuni esempi di microeconomia: sembrano semplici, ma possono contribuire a un grande cambiamento.

Cherie Blair è a capo di una fondazione che sostiene l’imprenditoria femminile: “Secondo me il cellulare è un personal computer perché rappresenta la chiave che ti offre l’accesso al mondo – sostiene la Blair – Prendiamo, per esempio, una donna che aiutiamo in Nigeria. Ha una piccola azienda che produce giocattoli tradizionali e voleva ampliare questa attività: inizialmente ha venduto i suoi giocattoli in altri mercati attraverso conoscenze dirette. Poi, usando il cellulare per inviare messaggi pubblicitari, è riuscita a trovare venditori in altri mercati, espandendo così la sua attività”.

Nessuno sa quanto tempo ancora durerà la crisi, ma da Deauville arriva un messaggio di incoraggiamento: le donne sono determinate ad affrontarla con energia.