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Sono 32 le condizioni chieste dalla Banca centrale Europea alla Spagna: conditio sine qua non la concessione dei 100 miliardi alle banche della penisola iberica saltava. Al termine della riunione durata due ore via teleconferenza i ministri delle finanze di Eurogruppo hanno ribadito il concetto che la Spagna onererà gli impegni presi per il rientro del deficit e le riforme strutturali.

Tra le novità c‘è la rinuncia della Spagna al potere di supervisione bancaria: l’attività degli istituti di credito nella penisola iberica sono sottoposti ogni tre mesi ad un esame severo fatto dalla Bce e dal Fmi

Un’altra clausola riguarda il trasferimento alla banca di Spagna dei poteri finora in mano al ministero dell’economia: il tutto, ovviamente, preservando l’indipendenza dell’istituto di emissione di Madrid.

La creazione di una bad bank in cui vengono parcheggiati tutti i prodotti tossici in carico agli istituti.

E intanto aumentano i costi per assicurarsi contro la bancarotta spagnola e la regione di Valencia ha chiesto allo Stato centrale un piano di salvataggio per circa 30 miliardi di euro.

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