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Vertice di Roma: l'Euro non è negoziabile

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Vertice di Roma: l'Euro non è negoziabile

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Misure per la crescita, tasse sulle transazioni finanziarie e una maggiore integrazione politica, economica e fiscale tra i Paesi dell’Unione europea. Sono queste le novità emerse dal vertice, svoltosi a Roma, tra il premier italiano Mario Monti, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy. I quattro si sono incontrati a una settimana dal Consiglio europeo, in programma il 28 e il 29 giugno a Bruxelles. Nella cornice di Villa Madama hanno anche promesso di agire assieme a favore della stabilizzazione dei mercati finanziari per evitare ulteriori speculazioni. Poi hanno ribadito che si impegneranno per la tutela dell’Euro. La moneta unica dalla quale – hanno detto – non si torna indietro.

Simona Volta, euronews:

“Per parlare dei risultati del vertice a quattro, tra Italia, Germania, Francia e Spagna che si è svolto a Villa Madama, a Roma, siamo in collegamento con la capitale italiana dove c‘è per noi Luigi Spinola. A prima vista sembra esserci unanimità di intenti, pur con varie sfumature, tra i quattro leader europei. Qual è secondo te il risultato più importante raggiunto?”

Luigi Spinola, giornalista economico:

“Dobbiamo innanzi tutto fare una premessa. Questo era un incontro di lavoro, una tappa in vista dell’importante vertice della fine della settimana prossima a Bruxelles. Questi incontri si facevano anche prima, si facevano a due, li facevano i francesi e i tedeschi. Adesso si fanno a quattro, quindi qualcosa è già cambiato. Malgrado questa premessa, sicuramente i leader europei presenti, soprattutto Angela Merkel ma anche François Hollande, hanno voluto marcare una convergenza di opinioni per quanto riguarda la tassa sulle transazioni finanziarie, quella che un tempo chiamavamo Tobin Tax, che è stata approvata da tutti e quattro. Hollande ha anche fatto sapere che verrà attuata attraverso un meccanismo di cooperazione rafforzata su cui però non abbiamo altri elementi. E poi sicuramente questo vertice segna anche solo informalmente il via libera al pacchetto di stimoli alla crescita che è stato preparato proprio dal presidente francese François Hollande”.

euronews:

“In effetti tutti e quattro i leader hanno sottolineato
l’importanza della crescita. Hanno promesso che l’1% supplementare del PIL sarà destinato a misure di crescita. Angela Merkel ha perfino parlato di solidarietà tra i Paesi europei. Ma non è forse un po’ tardi vista la crisi che attanaglia l’Unione europea?”

Luigi Spinola:

“Potremmo dire che non è mai troppo tardi! Ci sono stati dei cambiamenti, è cambiato il contesto. Non è cambiato soltanto il contesto economico e finanziario, è cambiato il contesto politico. Per dire una banalità: fino a poco tempo fa c’era un altro presidente francese che ai vertici europei presentava altre cose. Quindi questa pressione politica sicuramente si è fatta sentire ed è stata chiara, anche nel linguaggio della Merkel, la volontà di segnare un cambio di priorità: è tempo di parlare
di crescita, è tempo di parlare di occupazione. Per quanto riguarda invece le cose più concrete, dobbiamo innanzi tutto ricordare che c‘è stata una sottolineatura molto netta sul fatto che le misure per la crescita vanno avanti, vanno avanti anche a livello nazionale, vanno avanti le politiche di rigore e sicuramente il presidente francese è atteso anche a una politica di risanamento dei conti molto impegnativa. E poi, da parte della Merkel e di Monti c‘è anche la convinzione che al di là di questo pacchetto di stimoli, la cui efficacia è tutta da verificare, c‘è anche la necessità di fare riforme strutturali e anche di portare avanti il processo di liberalizzazione del mercato europeo”.

euronews:

“Un’ultima domanda. Che tipo di Road Map i quattro disegneranno in vista del Consiglio europeo di fine mese?”

Luigi Spinola:

“È una domanda impegnativa. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari e quindi la capacità di rispondere adesso alla crisi, quello che sappiamo è che c‘è un progresso per quel che riguarda l’unione bancaria, mentre aspettiamo nuove notizie per quel che riguarda il Fondo salva Stati. Ma è stato chiaro a tutti che l’obiettivo è soprattutto quello di uscire dal vertice di Bruxelles, alla fine della settimana prossima, con un piano per una maggiore integrazione politica dell’Europa senza la quale non ci può essere neanche l’unione bancaria o fiscale. Da questo punto di vista la dichiarazione forse più importante arriva dalla Francia, visto che Hollande ha detto che la Francia sarebbe, contrariamente alla sua tradizione, disposta a rinunciare a quote di sovranità in cambio di maggiori quote di solidarietà.
Quindi condivisione dei debiti, maggiore integrazione politica e cessione di sovranità devono necessariamente andare avanti di pari passo”.