La presidente uscente Iliana Yotova conquista il ballottaggio in Bulgaria secondo le proiezioni. Bassa l'affluenza, mentre restano le tensioni su Russia e Ucraina
La presidente uscente Iliana Yotova si avvia a conquistare un nuovo mandato alla guida della Bulgaria. Secondo le proiezioni dell'agenzia demoscopica Miara, la socialista, sostenuta dal premier Radev, ha ottenuto il 58,2% dei voti al ballottaggio presidenziale, superando nettamente lo sfidante europeista Andrey Gyurov, fermo al 38,6%. Il restante 3,2% degli elettori ha scelto l'opzione "Non voto per nessuno".
Il risultato, se confermato dai dati ufficiali, rafforza il fronte politico vicino a Radev, il cui partito Bulgaria Progressista ha conquistato la maggioranza parlamentare alle elezioni di aprile. La vittoria di Yotova consolida così l'influenza del premier anche sulla presidenza, un ruolo che in Bulgaria conserva poteri limitati ma non puramente simbolici.
Affluenza bassa e disaffezione politica
Il voto si è svolto in un clima di forte disaffezione. Alle 19 locali, un'ora prima della chiusura dei seggi, aveva votato poco più del 29% degli aventi diritto. Anche al primo turno del 25 ottobre la partecipazione era stata particolarmente contenuta, con circa il 23% degli elettori alle urne.
Il dato conferma la difficoltà dei partiti bulgari nel mobilitare una popolazione provata da anni di instabilità politica, governi fragili e scandali legati alla corruzione.
Yotova, tra Europa e dialogo con Mosca
Yotova, 62 anni, è una giornalista e attivista del Partito socialista bulgaro. È stata eurodeputata dal 2007 al 2017 e vicepresidente della Repubblica dal 2017 fino allo scorso gennaio, quando ha assunto la presidenza ad interim dopo le dimissioni di Rumen Radev.
Durante la campagna elettorale ha difeso l'appartenenza della Bulgaria all'Unione europea e alla Nato, sostenendo però una politica estera pragmatica e una ripresa del dialogo con Mosca.
Sul conflitto in Ucraina, Yotova ha insistito sulla necessità di una soluzione diplomatica, affermando che per porre fine alla guerra bisogna "ricorrere alla diplomazia e non alle armi". Ha definito la Russia un aggressore, ma ha anche criticato le sanzioni europee, giudicandole controproducenti.
Una linea che la distingue da Ghiurov, sostenuto dalla coalizione liberale Bulgaria Democratica e dal partito Continuiamo il Cambiamento, più nettamente schierati a favore di Kiev e di un rafforzamento del coordinamento con gli alleati occidentali.
Economia e sicurezza nel Mar Nero
La campagna elettorale si è svolta sullo sfondo di crescenti difficoltà economiche. Dopo l'ingresso nell'Eurozona il primo gennaio 2026, la Bulgaria ha dovuto fare i conti con rincari di alimentari, servizi e tariffe energetiche, aggravati dalle turbolenze nel settore dell'energia.
A pesare sulla sicurezza del Paese sono anche gli attacchi con droni contro navi mercantili nel Mar Nero, vicino alle acque territoriali bulgare. Gli affondamenti e le vittime tra i marittimi hanno alimentato le preoccupazioni per il rischio di un'estensione del conflitto russo-ucraino nell'area.
In questo contesto, la presidenza di Yotova dovrà confrontarsi con un equilibrio delicato: mantenere la Bulgaria saldamente nell'orbita europea e atlantica, senza rinunciare alla linea di dialogo con Mosca sostenuta dal governo Radev.