Le principali città italiane sono state attraversate da migliaia di persone sabato che manifestavano contro il caro-vita. Nonostante alcuni momenti di tensione con le forze dell'ordine, non sono stati registrati gravi scontri come lo scorso fine settimane. Nove le persone arrestate in tutto il Paese
Migliaia di persone sono scese in piazza sabato nelle principali città italiane per manifestare su diversti temi, tra cui soprattutto l'aumento del costo della vita, il governo di Giorgia Meloni e le guerre in Medio Oriente.
Le proteste sono state per lo più pacifiche, con alcuni momenti di tensione registrati verso sera a Torino, Firenze, Bologna e Roma. Dopo i fatti dello scorso fine settimana, il governo ha predisposto un dispositivo di sicurezza in tutte le piazze, con agenti di polizia e militari che hanno pattugliato i centri città. A Milano sono arrivati i cinquecento militari inviati in risposta alle violenze contro i negozi scoppiate dopo il corteo pacifico che aveva attraversato la città sabato 17 ottobre.
A Firenze, come a Torino, Milano e Roma, i manifestanti non hanno organizzato un corteo unico, ma in diverse zone della città piccoli gruppi si sono riuniti per poi ricongiungersi con altri. Proseguendo il loro cammino hanno provato in diverse occasioni a raggiungere i centri città, ma è stato impedito loro dalle forze dell'ordine che in tenuta antisommossa controllavano le arterie principali.
A Roma manifestanti nel Colosseo, tensione alta a Bologna e Firenze
A Roma, momenti di tensione sono stati registrati quando un piccolo gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo principale che percorreva Via Cavour e si è diretto verso il Colosseo. Qui, forzando le misure di sicurezza, sono riusciti a entrare nell'Anfiteatro Flavio, intonando cori e reggendo cartelloni. Le autorità li hanno poi accompagnati fuori dal monumento e il corteo è proseguito per le vie della città. Più tardi un giovane dimostrante si è posizionato davanti al camion su cui è montato l'idrante per fermare il mezzo, che ha proseguito la marcia per un paio di metri prima che il giovane finisse sotto il veicolo. La polizia lo ha tirato via con la forza, come si vede da alcuni video diffusi online.
A Firenze, la tensione è salita quando il corteo ha provato a superare il ponte Santa Trinità, ma le forze dell'ordine hanno mantenuto il cordone di sicurezza e in alcuni momenti hanno risposto con manganellate quando i manifestanti spingevano per superare la barriera. A Bologna la tensione è salita in città quando al corteo è stato impedito di proseguire verso via Marconi e via Reno, con lanci di bottiglie e altri oggetti contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con manganellate, idrante e lacrimogeni. Una persona è stata portata in ospedale dopo essere stata colpita dagli agenti di polizia, i manifestanti hanno inveito contro la polizia mentre attendevano l'intervento dei soccorritori, arrivati venti minuti dopo che la persona è stata colpita.
A Milano la situazione è stata più calma, almeno tre cortei si sono uniti e hanno percorso le vie attorno al centro città. Scontri verbali ci sono stati tra i manifestanti e alcuni antagonisti di estrema destra che hanno provato a provocarli. In più occasioni gli stessi manifestanti hanno fermato chi aveva il volto coperto obbligando queste persone a scoprirsi.
Nove arresti, fermato ideatore del Movimento 17 ottobre
Al termine della giornata, secondo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sono state arrestate 9 persone, denunciate 87 persone, accompagnate e fermate presso gli uffici 371 persone, di cui 110 minorenni e 69 stranieri. Le persone identificate sono state 4.292.
A Milano è stato anche fermato e indagato per istigazione a delinquere aggravata il 30enne Youssef Siher, che sarebbe la persona responsabile di aver creato il 'Movimento 17 ottobre', gruppo dove migliaia di persone avrebbero condiviso informazioni per partecipare alle manifestazioni dello scorso fine settimana.
Meloni: "La sicurezza va garantita a tutti", critiche dall'opposizione
In un messaggio pubblicato sabato sera sui social media, la premier Giorgia Meloni ha ringraziato le forze dell'ordine e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, oltre a tutto l'apparato che ha gestito le manifestazioni.
"Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza", ha aggiunto Meloni rivendicando le misure introdotte nel nuovo decreto sicurezza approvato all'inizio della settimana "per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città".
"Perché la sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza", ha aggiunto Meloni.
Sulle misure introdotte dal governo per contenere eventuali disordini sono intervenuti sabato nel primo pomeriggio la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.
"La responsabilità di garantire l'ordine pubblico è del governo nazionale e dovrebbe farlo in uno spirito di collaborazione istituzionale coinvolgendo ad esempio i sindaci che chiedono di essere convocati e coinvolti per poter dare una mano", ha detto la leader del PD e ha aggiunto. "Da un lato di prevenire scontri e tensioni e anche di isolare e fermare i violenti, ma dall'altro, l'altra responsabilità fondamentale è anche garantire a tutti gli altri il diritto a manifestare pacificamente il proprio dissenso".
Secondo Conte, "manca sempre più partecipazione, c'è sempre più repressione". "Caro governo, cara Meloni e soci, siete ridicoli. Non ci venite a sfidare sulla sicurezza, abbiamo governato nella fase più difficile della pandemia e non ci siamo sognati di introdurre nuove fattispecie di reato o inasprimenti di pena", ha aggiunto.