Seguiteci
Pubblicità

Carri armati verso la Lituania: simulato scenario di ammutinamento a Kaliningrad

Un carro armato tedesco Leopard 2A7V partecipa a esercitazioni militari internazionali lituano-tedesche a nord della capitale lituana, Vilnius, il 29 maggio 2024.
Un carro armato tedesco Leopard 2A7V partecipa alle esercitazioni militari internazionali lituano-tedesche a nord della capitale Vilnius, il 29 maggio 2024. -  Diritti d'autore  Copyright 2024 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2024 The Associated Press. All rights reserved.
Di Tomasz Lezon
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Che cosa accadrebbe se nella regione russa di Kaliningrad esplodesse una rivolta per provocare un conflitto con la NATO? La scorsa settimana questo scenario è stato simulato in un'esercitazione militare in Lituania

Immaginiamo la seguente situazione: nell'oblast' russo di Kaliningrad scoppia una rivolta. Un gruppo di ribelli cattura il governatore della regione e lo prende in ostaggio, poi pianifica di inviare carri armati e reparti militari oltre il confine con la Lituania, un Paese membro della NATO.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

L'obiettivo dei ribelli è chiaro: provocare uno scontro con l'Alleanza Atlantica. Contano sul fatto che il conflitto costringerà Mosca a impegnare forze maggiori e, di conseguenza, porterà a una guerra su vasta scala tra la Russia e l'Occidente.

Non è la descrizione di eventi reali. È uno dei tre scenari di crisi simulati la settimana scorsa in Lituania.

Alla simulazione hanno partecipato accademici, ex diplomatici ed esperti provenienti dal Regno Unito e da altri Paesi europei. Interpretavano i rappresentanti della Russia, i ribelli e i singoli Stati membri della NATO. Le esercitazioni sono state seguite dal sito britannico "Defence Insider", di proprietà di Sky News.

Un gioco in cui è la Russia a trovarsi sotto pressione

Le esercitazioni sono state organizzate dal nuovo think tank Baltic International Security Centre, in collaborazione con l'Università lituana di Management ed Economia ISM.

Tra gli organizzatori c'era Edward Lucas, giornalista britannico ed esperto di questioni russe. Come ha sottolineato, l'obiettivo della simulazione era guardare alla sicurezza della regione da una prospettiva diversa rispetto a quella che domina nei tradizionali war game militari.

Nei tradizionali scenari è la Russia a lanciare l'offensiva, costringendo la NATO a reagire. Questa volta, la situazione è stata rovesciata. Questa volta sotto pressione c'era Mosca.

Lucas critica gli scenari che partono dal presupposto che la NATO resti passiva, limitandosi a osservare l'ingresso delle truppe russe nei Paesi baltici. A suo avviso, un'ipotesi del genere non rispecchia la realtà.

Lituania, Lettonia ed Estonia, Paesi che si trovano direttamente sul fianco orientale della NATO, comprendono la natura della minaccia molto meglio dei partner più lontani. Sono più sensibili ai segnali che arrivano dalla Russia e si preparano all'eventualità di una crisi improvvisa.

Kaliningrad, l'enclave russa circondata dalla NATO

Al centro dello scenario c'è l'oblast' di Kaliningrad, l'enclave russa situata tra la Polonia e la Lituania.

Si tratta di un territorio abitato da quasi un milione di persone, che non ha un collegamento terrestre diretto con il resto della Russia. Dal punto di vista di Mosca, la sua posizione ha un'enorme importanza strategica, ma rappresenta anche una seria vulnerabilità.

Per anni l'oblast' è stato una delle regioni più militarizzate della Russia. Vi erano di stanza numerose unità, sistemi missilistici e altri elementi delle forze armate russe. La guerra contro l'Ucraina ha però cambiato il quadro.

Secondo Edward Lucas, una parte consistente delle truppe e degli armamenti è stata trasferita dall'oblast' di Kaliningrad al fronte. Di conseguenza, l'enclave russa oggi sarebbe molto meno difesa rispetto a prima dell'inizio della guerra su vasta scala contro l'Ucraina.

Proprio questa vulnerabilità è diventata uno degli elementi chiave della simulazione.

Il Cremlino minaccia il ricorso alle armi nucleari

Mosca stessa invia segnali che mostrano come consideri la sicurezza dell'oblast' di Kaliningrad una questione di massima importanza.

Nelle ultime settimane le autorità russe hanno avvertito che, in caso di minaccia a questo territorio da parte della NATO, la Russia è pronta a ricorrere alle armi nucleari.

Questo mostra quanto facilmente una crisi locale che riguarda un territorio piccolo e isolato potrebbe trasformarsi in uno scontro di ben altra scala. Ed è proprio questo meccanismo che si è cercato di analizzare durante le esercitazioni.

Alla simulazione ha partecipato anche Oana Lungescu, già principale portavoce della NATO. Durante le esercitazioni ha svolto il ruolo di giudice e ha interpretato diverse figure, tra cui il comandante supremo militare dell'Alleanza. A suo giudizio, la lezione principale delle esercitazioni riguarda il fattore tempo.

In una situazione di crisi le decisioni possono essere prese con informazioni molto limitate su ciò che sta accadendo. I dati possono arrivare da molte direzioni e la situazione può cambiare nel giro di pochi minuti. Per questo motivo, sottolinea Lungescu, i Paesi della NATO devono essere in grado di definire rapidamente una posizione comune e agire subito.

Non si tratta solo di reagire a un attacco, ma anche di schierare le forze nel modo adeguato, aumentare il livello di allerta e adottare misure che possano fermare un potenziale aggressore prima che la crisi sfugga al controllo.

Una crisi può scoppiare in modo diverso da quanto ci si aspetta

Lo scenario della rivolta nell'oblast' di Kaliningrad mette in luce un altro problema importante.

La minaccia più grave per la NATO non deve necessariamente iniziare con una classica offensiva russa contro un Paese baltico. Una crisi può avere un inizio molto più imprevedibile: una rivolta interna, una lotta per il potere, azioni di gruppi paramilitari, una provocazione al confine o il tentativo deliberato di innescare un conflitto con l'Alleanza.

Per la NATO ciò significherebbe dover prendere decisioni in condizioni di caos e di informazione incompleta. Sotto questo profilo l'oblast' di Kaliningrad occupa una posizione particolare. L'enclave russa si trova direttamente ai confini di due Paesi della NATO, Polonia e Lituania, ed è allo stesso tempo separata dal resto della Federazione Russa.

Perciò la domanda non è soltanto se la Russia potrebbe utilizzare Kaliningrad per dare avvio a un conflitto con la NATO.

Diventa sempre più rilevante anche l'interrogativo opposto: che cosa accadrebbe se fosse proprio Kaliningrad a diventare il teatro di una crisi che Mosca non riuscirebbe a controllare rapidamente?

La simulazione svolta in Lituania non era una previsione di eventi futuri. Era un tentativo di rispondere alla domanda su come dovrebbe agire la NATO quando la situazione inizia a evolversi in modo non previsto in precedenza.

E la sua conclusione principale è semplice: in caso di crisi sul fianco orientale dell'Alleanza, il tempo a disposizione per prendere decisioni potrebbe non essere misurato in giorni, ma in ore e minuti.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Putin minaccia l'Occidente: la Russia userà "tutti i tipi di armi" se Kaliningrad verrà attaccata

Commissario Ue Síkela: gas e petrolio nell'Artico devono restare sotto terra

Carri armati verso la Lituania: simulato scenario di ammutinamento a Kaliningrad