Il fondo sovrano della Norvegia, il più grande al mondo con oltre 2.000 miliardi di euro di asset, potrebbe tornare a investire in aziende che producono armi nucleari, secondo una proposta pubblicata giovedì.
Il periodo di guerra pone nuove sfide al più grande fondo sovrano del mondo.
Una nuova raccomandazione potrebbe aprire la strada al fondo norvegese da 2.000 miliardi di euro per investire in grandi gruppi della difesa occidentali, attualmente esclusi dal suo portafoglio a causa del loro coinvolgimento nella produzione di armamenti nucleari.
Un’apposita commissione nominata dal governo ha proposto il cambiamento nell’ambito della revisione delle regole etiche del fondo, pubblicata giovedì.
In base alle attuali linee guida etiche, il fondo esclude 14 società perché sviluppano o producono armi nucleari o loro componenti, tra cui colossi industriali come Airbus, BAE Systems, Boeing, Lockheed Martin e Safran.
Il governo norvegese aveva ordinato la revisione delle linee guida a novembre dello scorso anno.
La commissione era presieduta dall’ex governatore della banca centrale Svein Gjedrem.
Con l’esenzione proposta, il fondo potrebbe investire in produttori di armamenti nucleari con sede in uno Stato dotato di armi nucleari riconosciuto dal Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e che sia anche alleato della Norvegia nella NATO.
"Questo significa che diversi produttori di armamenti britannici, francesi e statunitensi rientreranno nel fondo", ha dichiarato Gjedrem presentando il documento di 434 pagine.
Gli altri criteri di esclusione etica – come la produzione di armi biologiche e chimiche, mine terrestri e bombe a grappolo, oltre alle norme su carbone, tabacco e cannabis – saranno mantenuti, ha specificato la commissione.
Il rapporto è stato consegnato al ministro delle Finanze Jens Stoltenberg, già segretario generale della NATO.
Stoltenberg ha sottolineato "il paradosso" per cui "il fondo norvegese non può investire in società che potrebbero essere cruciali per la sicurezza della Norvegia", in un momento in cui la Russia minaccia sempre più l’uso di armi nucleari e la Cina rafforza il proprio arsenale.
La commissione ha inoltre raccomandato modifiche al Consiglio etico, l’organismo indipendente incaricato di formulare raccomandazioni alla banca centrale norvegese, che gestisce il fondo.
Il Consiglio resterà responsabile della valutazione del rischio che le società possano violare gravemente gli standard etici del fondo, ma non potrà più raccomandare direttamente la loro esclusione dal portafoglio, un potere già sospeso in attesa della revisione.
Le raccomandazioni del rapporto saranno sottoposte a consultazione pubblica fino al 15 gennaio, prima che il governo presenti la propria valutazione al parlamento la prossima primavera.
Alcuni partiti politici, in particolare quelli di sinistra, hanno già criticato il rapporto, e un esponente dei Verdi lo ha definito "del tutto insensato".
Il fondo investe in oltre 7.000 società in tutto il mondo e possiede circa l’1,5% delle azioni quotate a livello globale.